Google ha ufficialmente presentato il Pixel 11 Pro, il nuovo top di gamma che, più che stravolgere il design del Pixel 10 Pro, ne affina le prestazioni intervenendo su Tensor G6, fotocamere, display, ricarica wireless e funzioni AI. Le prime recensioni sul campo suggeriscono che, dietro un aspetto tutto sommato simile al modello precedente, si nasconda un’evoluzione più profonda di quanto sembri a prima vista.
Android 17 e Gemini al centro delle novità software
Il Pixel 11 Pro arriva con Android 17 preinstallato, e Google conferma il proprio impegno a garantire sette anni di aggiornamenti software e di sicurezza, oltre a sette anni di disponibilità dei ricambi. Tra le novità software spicca Rambler, la nuova funzione di dettatura vocale di Gboard basata su Gemini, capace di ripulire il parlato da esitazioni e intercalari per restituire un testo scritto più naturale. Debuttano anche widget personalizzabili basati su Gemini e la già citata funzione HiLight sul retro del dispositivo, che al momento resta limitata a Gemini e alle chiamate in arrivo dai contatti preferiti, senza supporto per app di terze parti.
Tensor G6, display più luminoso e ricarica wireless più veloce
Il nuovo Tensor G6 promette maggiore velocità e minore dispersione di calore rispetto alla generazione precedente, anche grazie al nuovo modem MediaTek che dovrebbe migliorare le prestazioni di connettività Wi-Fi e rete mobile. Sul fronte memoria, il modello da 256GB scende a 12GB di RAM, mentre le versioni da 512GB e 1TB restano a 16GB: un cambiamento rispetto al Pixel 10 Pro, che offriva 16GB su tutte le configurazioni. Il display resta un LTPO OLED da 6,3 pollici a 120Hz, ma la luminosità di picco sale da 3.300 a 3.600 nit. La batteria scende leggermente, da 4.870 a 4.850 mAh, ma Google promette un’autonomia pari o superiore grazie alla maggiore efficienza del nuovo chip. Novità importante anche per la ricarica wireless, che passa allo standard Qi2.2 con potenza massima di 25W, contro i 15W Qi2 del modello precedente.
Teleobiettivo ingrandito e nuove funzioni fotografiche
Sul fronte fotografico, la fotocamera principale resta da 50MP ma con nuovo sensore e nuove lenti, per una migliore raccolta di luce e una gamma dinamica più ampia. Il vero salto riguarda però il teleobiettivo, che passa a un sensore da 48MP di dimensioni maggiori rispetto al Pixel 10 Pro, con miglioramenti attesi soprattutto negli scatti notturni e in condizioni di scarsa luce. Il nuovo ISP del Tensor G6 velocizza inoltre l’elaborazione di Night Sight e, grazie all’intelligenza artificiale, lo zoom sul teleobiettivo arriva fino a 120x. Tra le novità software dedicate alla fotografia, debuttano Camera Looks, per personalizzare l’atmosfera degli scatti prima ancora di premere lo scatto, e Magic Capture, che estrae automaticamente i momenti migliori da un video per trasformarli in foto, particolarmente utile per soggetti in movimento come nello sport.
Vale la pena passare dal Pixel 10 Pro?
Sulla carta, le differenze tra Pixel 11 Pro e Pixel 10 Pro possono sembrare contenute, ma sommando i miglioramenti di Tensor G6, fotocamera, ricarica wireless, luminosità del display e funzioni AI, il quadro complessivo racconta un’evoluzione più concreta di quanto suggerisca il solo confronto delle specifiche. Resta il nodo della RAM, ridotta a 12GB sul modello base, e quello del prezzo, in aumento rispetto alla generazione precedente. Per chi possiede già un Pixel 10 Pro, l’aggiornamento non è indispensabile, ma per chi punta su fotocamera, funzioni AI e ricarica wireless, il Pixel 11 Pro rappresenta comunque un passo avanti interessante, il cui reale valore si misurerà soprattutto nell’uso quotidiano di prestazioni, calore e autonomia del nuovo Tensor G6.
