L’aumento vertiginoso dei prezzi delle memorie per smartphone sta spingendo alcuni produttori a valutare l’ipotesi più drastica: chiudere del tutto alcune serie di dispositivi. Secondo quanto riportato, il rincaro dei componenti ha reso sempre meno sostenibile lanciare nuovi modelli senza andare in perdita, e Xiaomi, con il suo marchio Redmi, è tra i brand più esposti a questo scenario.
Le memorie costano il 550% in più rispetto a un anno fa
Hu Xinxin, product manager di Redmi (controllata di Xiaomi), ha dichiarato che negli ultimi dodici mesi il prezzo delle memorie è aumentato di circa 5,5 volte. Per una configurazione con 12 GB di RAM e 256 GB di storage, il solo costo legato alla memoria ha raggiunto circa 2.000 yuan, pari a circa 300 dollari: una cifra enorme se si considera che incide direttamente sul costo di produzione finale di uno smartphone.
Le previsioni non sono incoraggianti nemmeno nel medio periodo: secondo le stime riportate, il rincaro delle memorie potrebbe proseguire almeno fino al 2028, costringendo i produttori a scelte strutturali sui propri listini e sulle proprie gamme di prodotto.
Alcune serie rischiano di essere chiuse per non andare in perdita
Il noto leaker Digital Chat Station ha riferito che, in questo contesto, alcuni produttori starebbero considerando la chiusura definitiva di intere serie di smartphone e tablet. Il ragionamento è semplice: se lanciare un nuovo modello non garantisce un margine sufficiente, o addirittura porta in perdita, continuare a sviluppare quella linea di prodotto perde senso dal punto di vista economico.
Al momento non sono stati rivelati nomi specifici di serie o marchi coinvolti: si tratta comunque di indiscrezioni provenienti da fonti vicine al settore, non di annunci ufficiali da parte dei produttori.
Già diversi modelli hanno subito rincari
L’impatto del caro-memorie è già visibile sul mercato: tra i modelli che hanno recentemente registrato aumenti di prezzo figurano OPPO Reno 16, OPPO K14 Plus, Realme 16, Huawei Nova 16 e Google Pixel 10a. Anche Xiaomi, che aveva inizialmente cercato di non trasferire l’aumento dei costi sui consumatori, sarebbe stata costretta ad alzare i prezzi di alcuni suoi dispositivi.
Se la tendenza dovesse confermarsi fino al 2028 come previsto, il mercato Android potrebbe andare incontro non solo a listini più cari, ma anche a una razionalizzazione più drastica dei portafogli prodotto, con meno modelli disponibili soprattutto nelle fasce dove i margini sono già più sottili.
