Comprare uno smartphone in Europa costa sempre di più. Secondo l’ultimo rapporto di Omdia, nel primo trimestre del 2026 il prezzo medio di vendita degli smartphone nel mercato europeo ha raggiunto i 580 euro, un nuovo massimo storico. Una tendenza che non accenna a invertirsi e che cambierà profondamente le abitudini d’acquisto dei consumatori.
I telefoni economici spariscono dagli scaffali
La causa principale di questa escalation è la rapida scomparsa dei dispositivi sotto i 200 euro. Questa fascia di prezzo, che una volta rappresentava una fetta importante del mercato, è scesa a meno di un quarto delle spedizioni totali. I produttori stanno abbandonando i margini risicati dell’entry-level per concentrarsi su modelli di fascia media e alta, dove i profitti sono ben più sostanziosi.
Nel complesso, le spedizioni europee nel Q1 2026 sono state 33,1 milioni di unità, in crescita del 2% anno su anno: la domanda tiene, ma lo fa su prodotti sempre più costosi.
Samsung prima, Apple in crescita, Xiaomi in difficoltà
Nel dettaglio dei brand, Samsung mantiene la leadership con il 38% del mercato, supportata in parte dagli sconti sul Galaxy A16 4G — ma anche rallentata dai ritardi nell’uscita dei nuovi Galaxy S26, A57 e A37. Apple invece cresce del 9% nelle spedizioni, grazie a iPhone 17 ma anche ai modelli più economici come iPhone 16e, venduti senza grandi sconti.
Xiaomi soffre: -15% nelle spedizioni, penalizzata da problemi di fornitura. Tuttavia, anche per il marchio cinese il prezzo medio è salito del 21%, segno di un riposizionamento verso l’alto condiviso da praticamente tutti i produttori.
Cosa significa per i consumatori italiani
Per chi è alla ricerca di un buon smartphone a prezzo contenuto, il panorama si fa sempre più complicato. I modelli economici di qualità si riducono, e quelli che rimangono tendono a essere aggiornati meno frequentemente. Scegliere bene diventa fondamentale: meglio aspettare offerte sui modelli dell’anno precedente o puntare su brand come Realme, Poco o Honor che per ora continuano a presidiare il segmento accessibile.
