Google presenterà ufficialmente la serie Pixel 11 il 12 agosto, ma il nuovo chip Tensor G6 che la equipaggerà sta già dividendo gli osservatori. Tra riduzione dei core CPU e GPU non aggiornata all’ultima generazione, alcuni parlano di un passo indietro prestazionale. Altri leggono invece questi cambiamenti come una scelta precisa di Google: privilegiare l’esperienza reale rispetto alla corsa ai benchmark.
Meno core, non necessariamente meno potenza
Secondo le indiscrezioni, il Tensor G6 adotterebbe una configurazione a 7 core invece della classica architettura a 8, un dettaglio che a prima vista suggerisce un downgrade. Il chip utilizzerebbe però un’architettura ARM di ultima generazione, il che rende impossibile giudicare le prestazioni sulla base del solo numero di core. Anche la GPU non sarebbe di ultimissima generazione, il che potrebbe penalizzare le prestazioni in ambito gaming rispetto ai processori Snapdragon, ma in cambio permetterebbe di contenere meglio consumi e surriscaldamento.
La vera novità potrebbe essere il modem
Il cambiamento più significativo del Tensor G6 riguarderebbe però il modem. Finora i Pixel hanno utilizzato modem Exynos di Samsung, spesso criticati per qualità della connessione e consumo energetico in standby. Le voci più recenti indicano un possibile passaggio a un modem MediaTek, che potrebbe tradursi in una connettività più stabile e in una maggiore autonomia. Trattandosi di un componente sempre attivo per monitorare celle e satelliti, il modem incide pesantemente sui consumi complessivi, forse più della stessa CPU.
RAM da 8GB, un possibile tallone d’Achille
Resta però un elemento di incertezza: secondo alcune indiscrezioni, il Pixel 11 standard potrebbe mantenere 8GB di RAM. Una quantità che, alla luce delle numerose funzioni AI basate su Gemini che Google continua ad ampliare, potrebbe risultare limitata, con il rischio di ricaricamenti più frequenti delle app e minore fluidità nelle attività di elaborazione avanzata.
La filosofia Tensor resta la stessa
Fin dal debutto, i chip Tensor non hanno mai puntato a competere sui puri benchmark con Snapdragon o i chip Apple, privilegiando invece funzioni AI e comfort d’uso quotidiano. Il Tensor G6 sembra confermare questa direzione, con l’obiettivo di offrire un’esperienza stabile nel tempo più che uno scatto sui numeri. Solo la presentazione ufficiale di agosto chiarirà se questa scommessa sull’efficienza si tradurrà in un reale vantaggio per gli utenti.
