Samsung ha risposto direttamente alle domande degli utenti in un AMA su Reddit, chiarendo due questioni molto dibattute: la possibilità di disattivare completamente Galaxy AI e il futuro dei telefoni compatti nella gamma Galaxy. Le risposte arrivano da Anika Bizon, VP Marketing e Prodotto di Samsung UK.

Galaxy AI: si può spegnere, funzione per funzione

A chi si chiede se è possibile usare un Galaxy senza l’intelligenza artificiale, la risposta è sì. Samsung ha confermato che Galaxy AI è completamente opzionale: già durante la configurazione iniziale del dispositivo si può scegliere di non attivarlo, e successivamente ogni singola funzione AI può essere abilitata o disabilitata individualmente dalle impostazioni.

Il messaggio di Samsung è chiaro: l’obiettivo non è imporre l’AI, ma renderla disponibile per chi la vuole usare. Bizon ha paragonato Galaxy AI all’elettricità, qualcosa che idealmente “c’è” senza che tu debba pensarci, invisibile e integrata nella vita quotidiana, ma non obbligatoria.

Niente smartphone compatti: il mercato chiede grandi schermi

Molti utenti speravano in un ritorno dei Galaxy di formato ridotto, ma Samsung ha raffreddato le aspettative. La domanda di mercato si concentra ormai sui grandi display, usati per video, gaming e multitasking, e Samsung non può permettersi di ignorare questo trend.

Per chi cerca portabilità senza rinunciare allo schermo grande, Samsung indica il Galaxy Z Flip come soluzione: in formato chiuso è compatto, aperto offre un display generoso.

Galaxy S26 Ultra: le novità in arrivo

Samsung ha anticipato alcune delle caratteristiche salienti del prossimo Galaxy S26 Ultra. In cima alla lista ci sono il potenziamento del motore fotografico ProVisual Engine, miglioramenti alla velocità di ricarica e l’introduzione del Privacy Display, una funzione che limita la visibilità dello schermo laterale — utile in luoghi pubblici, ma con qualche compromesso sulla luminosità.

Samsung sembra dunque voler mantenere una rotta equilibrata: innovazione tecnologica sì, ma senza forzare gli utenti ad abbracciare funzionalità che potrebbero non voler usare. Una strategia che potrebbe rivelarsi vincente in un mercato sempre più attento alla privacy e alla trasparenza.