Il futuro del Google Pixel 11 appare già in salita, almeno stando alle ultime indiscrezioni. Il chip proprietario Tensor G6 che dovrebbe equipaggiare il prossimo flagship di Google sarebbe basato su un’architettura GPU vecchia generazione, mentre i principali concorrenti si preparano a lanciare SoC realizzati con processo produttivo a 2nm. Il divario prestazionale rischia di allargarsi ulteriormente.

Pixel in calo: solo il 3% del mercato USA nel Q1 2026

Pixel in calo: solo il 3% del mercato USA nel Q1 2026

I dati di Omdia relativi al primo trimestre 2026 parlano chiaro: Google ha spedito circa 800.000 unità Pixel negli Stati Uniti, in calo rispetto alle 900.000 dello stesso periodo dell’anno precedente. La quota di mercato rimane inchiodata intorno al 3%, con Apple e Samsung che continuano a dominare la scena. La situazione diventa ancora più critica se si considera che il Galaxy S26 Ultra offre SoC più potente, batteria più capiente e S Pen a un prezzo simile o appena superiore al Pixel 10 Pro XL.

Tensor G6: scelta voluta o compromesso?

Google ha sempre sostenuto che Tensor non è pensato per vincere benchmark, ma per ottimizzare l’esperienza d’uso quotidiana. Tuttavia, con Qualcomm e Apple che porteranno chip a 2nm nella seconda metà del 2026, la distanza prestazionale e in termini di efficienza energetica potrebbe diventare difficile da ignorare anche per gli utenti meno tecnici. Il Tensor G6 sembrerebbe mantenere un design GPU basato su architetture precedenti, il che solleva dubbi sulle performance in gaming e nelle applicazioni AI più esigenti.

La vera sfida è la stabilità e il prezzo

Chi sceglie un Pixel lo fa principalmente per l’esperienza Android pura, gli aggiornamenti rapidi e le funzionalità AI esclusive. Ma negli ultimi anni i forum online hanno registrato un aumento delle segnalazioni di bug e instabilità software. La community si aspetta che Pixel 11 punti su stabilità e su un pricing competitivo piuttosto che su specifiche sulla carta. Se Google riuscirà a posizionare il Pixel 11 sotto gli 800 dollari con una campagna di permuta aggressiva, potrebbe ancora difendere la propria nicchia di mercato.