Negli ultimi anni, la corsa all’ingrandimento dei sensori fotografici ha spinto i produttori di smartphone a montare componenti sempre più grandi e costosi. Ma questo trend potrebbe presto rallentare — o addirittura invertirsi — a causa dell’impennata dei prezzi di DRAM e NAND flash.
Sensori più grandi: un lusso sempre meno sostenibile
I sensori di grandi dimensioni — già adottati anche su mid-range come il Samsung Galaxy A37 5G con il suo sensore da 1/1.56 pollici — hanno migliorato sensibilmente la qualità fotografica, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione. Ma produrli costa caro. Con i prezzi della memoria in forte crescita, i costruttori si trovano a dover scegliere dove tagliare i costi, e il comparto fotocamera è uno dei principali candidati secondo l’insider Fixed Focus Digital.
La soluzione: più intelligenza artificiale, meno hardware
Il cambio di paradigma che si profila vede l’AI e il processing software prendere il posto dell’hardware costoso. Algoritmi avanzati per la modalità notte, zoom digitale potenziato dall’intelligenza artificiale e sistemi di riduzione del rumore basati su machine learning potrebbero compensare la mancanza di sensori fisici più grandi o di teleobiettivi periscopici. Una soluzione meno “pura” dal punto di vista tecnico, ma molto più economica da implementare.
I prezzi salgono già: il mercato lo riflette
Gli effetti dell’aumento dei costi si stanno già sentendo: Honor 600 Pro e Samsung Galaxy A57 5G costano più dei loro predecessori, mentre nell’ultra-premium compaiono modelli come il Vivo X300 Ultra che sfiorano i 2000 dollari. La fotografia mobile continuerà a progredire, ma il futuro potrebbe essere fatto di più codice e meno silicio.
