Google ha rivelato di utilizzare Gemini, il suo modello di intelligenza artificiale generativa, per rafforzare la sicurezza di Chrome. Grazie all’analisi automatizzata del codice e al supporto nella correzione dei bug, l’IA ha permesso di individuare vulnerabilità che erano rimaste nascoste per anni, con un impatto significativo sull’efficienza dello sviluppo.
Un’IA che analizza il codice sorgente di Chrome
Secondo Google, un agente basato su Gemini analizza costantemente l’enorme codice sorgente di Chrome alla ricerca di problemi di sicurezza. In uno di questi controlli, l’IA ha scoperto una vulnerabilità di tipo “sandbox escape”, che avrebbe potuto consentire l’accesso non autorizzato a file locali dall’area protetta del browser. La falla era presente nel codice da oltre 13 anni senza che nessuno l’avesse mai individuata.
Dalla selezione delle segnalazioni alle patch, tutto passa dall’IA
Il ruolo dell’intelligenza artificiale non si ferma alla scoperta dei bug. Gemini analizza automaticamente anche le segnalazioni inviate da utenti e ricercatori, scartando lo spam, riproducendo i problemi e valutandone la gravità: un’attività che in precedenza richiedeva dai 5 ai 30 minuti per ogni segnalazione. Una volta confermata una vulnerabilità, un’altra IA genera una proposta di patch, che viene poi controllata da un modello dedicato alla revisione, mentre un ulteriore sistema si occupa di testarne il funzionamento sulle diverse piattaforme supportate da Chrome, lasciando agli sviluppatori umani solo la verifica finale.
Oltre mille vulnerabilità corrette in due sole versioni
I risultati si vedono anche nei numeri: con gli aggiornamenti a Chrome 149 e Chrome 150, Google ha corretto complessivamente 1.072 problemi di sicurezza, più di quanti ne fossero stati risolti nelle 23 versioni precedenti messe insieme. L’azienda stima inoltre di risparmiare centinaia di ore di lavoro ogni mese grazie a questo approccio.
Aggiornamenti di sicurezza più frequenti in arrivo
Per ridurre i tempi di distribuzione delle correzioni, Google sta sperimentando il passaggio da un aggiornamento di sicurezza settimanale a uno bisettimanale, e sta valutando l’introduzione di “patch dinamiche” che non richiedano il riavvio del browser. L’azienda precisa che l’aumento delle correzioni non significa che Chrome sia diventato più vulnerabile, ma che l’IA sta semplicemente rendendo più efficiente la scoperta di problemi preesistenti: un approccio che, se replicato, potrebbe estendersi anche ad altri software.
