Tra le novità più curiose dei nuovi Pixel 11 Pro c’è HiLight, il LED posizionato sul retro dello smartphone pensato per segnalare informazioni a colpo d’occhio anche a schermo spento. Un’idea interessante sulla carta, ma che al debutto sul mercato si scontra con un problema evidente: le funzioni supportate al lancio sono pochissime, e questo rischia di vanificare il potenziale dell’hardware.
Solo chiamate e Gemini, per ora
HiLight è integrato su Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold, ma al momento del lancio è in grado di gestire soltanto due casi d’uso: accendersi quando arriva una chiamata da un contatto preferito, e segnalare che l’assistente Gemini è attivo. Tutto qui. Google aveva lasciato intendere, in fase di presentazione, che il LED avrebbe potuto integrarsi anche con messaggi e notifiche delle app, ma questa possibilità non è ancora arrivata sul mercato.
Il vero potenziale mancante: le notifiche
Il limite più discusso riguarda proprio le notifiche generiche. Poter assegnare un colore diverso a ogni app – rosso per Instagram, un altro colore per WhatsApp e così via – trasformerebbe HiLight in un vero e proprio indicatore luminoso multiuso, utile anche con il telefono appoggiato a schermo in giù sul tavolo. Così com’è configurato oggi, invece, l’LED resta relegato a un ruolo molto marginale rispetto a quanto la tecnologia potrebbe offrire.
Google e i precedenti poco fortunati
Non è la prima volta che una funzione hardware dei Pixel debutta con ambizioni superiori a quanto poi effettivamente offerto. Negli anni Google ha introdotto diverse chicche che poi sono state abbandonate o rimaste sottoutilizzate:
- Active Edge (Pixel 2): permetteva di attivare l’Assistente stringendo i lati del telefono, eliminata da Pixel 5
- Doppia fotocamera anteriore (Pixel 3): rimossa già dalla generazione successiva
- Soli (Pixel 4): il radar per i gesti a mezz’aria non ha mai preso piede
- Sensore di temperatura (Pixel 8 Pro): al lancio poteva misurare solo oggetti, non il corpo, funzione arrivata mesi dopo
Il futuro di HiLight dipende dagli aggiornamenti
Non è escluso che Google amplii le funzioni di HiLight con futuri aggiornamenti software, magari estendendolo proprio alle notifiche delle app di terze parti. D’altronde avere una LED dedicata sul retro dello smartphone e non sfruttarla appieno sembra uno spreco difficile da giustificare a lungo termine. Il rischio, però, è lo stesso visto con altre funzioni Pixel del passato: se il software non recupera in fretta, l’interesse degli utenti rischia di scemare prima ancora che la funzione venga davvero completata.
