Il passaggio al processo produttivo a 2 nanometri di TSMC rischia di far lievitare in modo sensibile il prezzo dei chip destinati ai prossimi smartphone di fascia alta. Secondo un report del media taiwanese TaiSounds, basato su fonti della catena di fornitura, il prossimo SoC flagship di MediaTek, il Dimensity 9600 Pro, potrebbe arrivare a costare fino a 220 dollari per singolo chip, superando per la prima volta la soglia dei 200 dollari.

Dimensity 9600 Pro verso i 220 dollari a chip

Per confronto, il Dimensity 9500 della generazione precedente veniva stimato dalle indiscrezioni di settore in una fascia compresa tra i 180 e i 200 dollari. Se le nuove cifre dovessero essere confermate, il Dimensity 9600 Pro rappresenterebbe il SoC flagship più costoso mai prodotto da MediaTek. È bene però ricordare che si tratta di stime basate su indiscrezioni: MediaTek non rende pubblici i prezzi di vendita dei propri chip, che vengono negoziati caso per caso con i singoli produttori di smartphone.

Più efficienza energetica che salto prestazionale

Il Dimensity 9600 Pro dovrebbe sfruttare proprio il nodo produttivo a 2 nanometri di TSMC, e l’aumento dei costi di produzione legato alla miniaturizzazione sembra riflettersi direttamente sul prezzo del componente. Dai benchmark circolati finora, il balzo prestazionale rispetto alla generazione precedente non sembrerebbe eclatante, mentre i miglioramenti più significativi riguarderebbero l’efficienza energetica: un chip capace di mantenere le prestazioni contenendo i consumi, con benefici su autonomia e gestione del calore.

Anche Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro e A20 Pro sopra i 200 dollari

Il rincaro non riguarderebbe solo MediaTek. Sempre secondo TaiSounds, anche lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro di Qualcomm potrebbe attestarsi tra i 240 e i 260 dollari, mentre il chip A20 Pro di Apple si collocherebbe intorno ai 260 dollari. Se questi numeri dovessero avvicinarsi alla realtà, per la prima volta tutti i principali SoC di punta destinati agli smartphone del 2027 supererebbero la soglia dei 200 dollari a esemplare, un livello mai raggiunto prima dall’intero settore.

Un rincaro che potrebbe ricadere sui prezzi finali

Va ribadito che si tratta ancora di stime non ufficiali, e il prezzo effettivo dipenderà dagli accordi commerciali tra i singoli produttori e i fornitori di chip. Tuttavia, se il trend dovesse essere confermato, il passaggio ai 2 nanometri rappresenterebbe un fattore di costo aggiuntivo non trascurabile per l’industria degli smartphone, che potrebbe tradursi in un aumento dei prezzi di vendita dei flagship attesi nel 2027, a meno che i produttori non decidano di assorbire parte del rincaro a scapito dei margini.