Sony ha presentato lo Xperia 10 VIII, ma le prime indiscrezioni sui prezzi internazionali raccontano una storia poco entusiasmante: a fronte di specifiche quasi identiche al modello precedente, il costo sale in modo netto in diversi mercati. A Hong Kong l’aumento sfiora il 45%, mentre in Europa e nel Regno Unito il rincaro supera il 30%. In Giappone i prezzi ufficiali non sono ancora stati comunicati, ma se il trend dovesse ripetersi anche sul mercato nipponico, il modello sbloccato potrebbe superare abbondantemente i 100.000 yen, un salto notevole rispetto ai circa 74.800 yen dello Xperia 10 VII.

Un aumento a due cifre in più mercati

A Hong Kong lo Xperia 10 VIII viene proposto a 4.799 dollari locali, contro i 3.299 dollari del predecessore: un incremento di 1.500 dollari, pari a circa il 45%. In Europa il prezzo passa da 449 a 599 euro (+150 euro, circa il 33%), mentre nel Regno Unito si sale da 399 a 549 sterline, con un aumento di circa il 38%. Numeri che, se confermati anche per l’Italia, farebbero dello Xperia 10 VIII uno dei rincari più marcati dell’anno per un mid-range Android.

Specifiche quasi invariate rispetto al modello precedente

Ciò che rende il rincaro ancora più difficile da digerire è l’assenza di un salto generazionale evidente. Lo Xperia 10 VIII mantiene infatti lo schermo OLED da 6,1 pollici, il processore Snapdragon 6 Gen 3, 8 GB di RAM, 128 GB di storage, la batteria da 5.000 mAh e il comparto fotografico da 50 MP più 13 MP, tutti elementi già presenti sul modello precedente. Le novità si concentrano soprattutto sull’usabilità: la luminosità del display cresce di circa il 50%, e gli altoparlanti stereo guadagnano volume e bassi più corposi.

Quanto potrebbe costare in Italia

Se Sony dovesse applicare in Giappone lo stesso incremento percentuale registrato a Hong Kong, lo Xperia 10 VIII sfonderebbe quota 108.000 yen partendo dai 74.900 yen del modello precedente. È vero che i prezzi variano molto da un mercato all’altro e che un confronto diretto tra valute non è mai del tutto affidabile, ma l’entità degli aumenti già confermati in Europa e nel Regno Unito lascia pochi margini di ottimismo anche per il listino italiano, che dovrebbe essere annunciato nelle prossime settimane.