Secondo un’analisi di Counterpoint Research relativa al secondo trimestre 2026 (aprile-giugno), il mercato statunitense degli smartphone ha registrato un calo del 5% su base annua. Tra le cause principali figurano l’aumento dei prezzi dei dispositivi, legato ai rincari dei chip di memoria, e il calo del potere d’acquisto dei consumatori dovuto anche all’aumento dei prezzi della benzina, influenzato dalla situazione in Medio Oriente.

I grandi marchi tengono meglio dei produttori minori

Sommando le vendite di Apple, Samsung, Motorola e Google, il calo complessivo si ferma al 4% su base annua, un dato relativamente contenuto. Molto peggio è andata invece a tutti gli altri produttori, che nel complesso hanno registrato un crollo fino al 45%. Un divario significativo, che mostra come in un mercato in contrazione i marchi più conosciuti riescano a resistere meglio rispetto ai brand di nicchia o meno strutturati.

Crollo del 64% per gli smartphone sotto i 100 dollari

La fascia più colpita in assoluto è quella degli smartphone entry level, venduti a meno di 100 dollari, che ha registrato un calo del 64% su base annua. Alla base di questo tracollo c’è soprattutto l’aumento dei costi dei componenti, memoria in primis, che i produttori più piccoli faticano ad assorbire senza alzare i prezzi finali, perdendo così competitività proprio nella fascia dove il prezzo è l’unico vero fattore d’acquisto. Anche gli smartphone ODM venduti tramite gli operatori telefonici hanno registrato un forte calo, schiacciati sia dalla concorrenza dei grandi marchi che dal rincaro dei componenti.

Samsung e Motorola crescono nel mercato prepagato

Non tutti i produttori sono comunque in difficoltà. Samsung e Motorola hanno guadagnato quote nel mercato statunitense degli smartphone prepagati, trainate rispettivamente dalla serie Galaxy A e dalla serie Moto G, entrambe cresciute su più operatori telefonici. Un segnale che, in un mercato in contrazione, la domanda tende a concentrarsi sui marchi più affidabili e conosciuti, anche nella fascia economica.

I prezzi continueranno a salire nel terzo trimestre

Le prospettive per i prossimi mesi non sono particolarmente rosee: Counterpoint Research prevede un ulteriore aumento del prezzo medio di vendita (ASP) degli smartphone anche nel terzo trimestre 2026. Google, ad esempio, ha già alzato i prezzi della serie Pixel 11, con il modello entry level che costa circa 100 dollari in più rispetto alla generazione precedente, e si prevede un aumento di prezzo anche per la serie iPhone 18 Pro di Apple. Con il costo della memoria destinato a restare alto ancora a lungo, e con anche i grandi produttori pronti ad alzare i listini, il mercato statunitense degli smartphone rischia di continuare a contrarsi, con la fascia sotto i 100 dollari, già in forte crisi, che potrebbe subire ulteriori scossoni nei prossimi mesi.