Un caso che scuote il mondo della tecnologia mobile: la startup finlandese Donut Lab, che al CES 2026 aveva presentato quella che veniva descritta come una rivoluzionaria batteria allo stato solido, è ora accusata di aver commercializzato in realtà normali batterie agli ioni di litio. Un’accusa con potenziali ricadute su oltre 1.300 investitori individuali.

Le promesse al CES 2026

A gennaio 2026, Donut Lab aveva presentato al Consumer Electronics Show di Las Vegas una batteria allo stato solido con una densità energetica dichiarata di 400 Wh/kg, ricaricabile in meno di 10 minuti e producibile a costi paragonabili alle batterie tradizionali. Se fosse stato vero, si sarebbe trattato di una svolta epocale per smartphone, veicoli elettrici e qualsiasi dispositivo portatile. La società aveva anche annunciato una partnership con il produttore di moto elettriche Verge.

Le prove dei ricercatori indipendenti

Un team di oltre 20 esperti guidati dal ricercatore Ziroth ha analizzato i dati pubblici di Donut Lab, giungendo a conclusioni scomode. Il voltaggio di esercizio (3,7-3,8V) e i pattern di espansione durante la ricarica sarebbero tipici delle batterie agli ioni di litio ad alto contenuto di nichel, non delle batterie allo stato solido. Inoltre, la densità energetica reale ricavabile dai test sarebbe di circa 298 Wh/kg, ben al di sotto dei 400 promessi.

25 milioni di dollari raccolti, indagini in corso

Donut Lab avrebbe raccolto oltre 25 milioni di dollari da più di 1.300 investitori individuali, con quote da 3.000 a 23.000 dollari a persona. Le autorità finlandesi hanno avviato un’indagine ufficiale. Il caso ricorda l’importanza di verificare le affermazioni tecnologiche straordinarie prima di investire: le batterie allo stato solido restano un’area di ricerca promettente per molte grandi aziende, ma siamo ancora lontani da una commercializzazione di massa.