Samsung starebbe valutando di ridurre fino al 30% la produzione di smartphone nel quarto trimestre 2026 (ottobre-dicembre), complice l’impennata dei prezzi della memoria legata alla domanda crescente di chip per l’intelligenza artificiale. Un rincaro che, se da un lato favorisce la divisione semiconduttori dell’azienda coreana, dall’altro sta mettendo sotto pressione il business degli smartphone.
Richiesta ai fornitori di tagliare le forniture
Secondo il media coreano Money Today, Samsung avrebbe chiesto ai propri fornitori di componenti di ridurre le spedizioni dal 20 al 30% rispetto ai piani originari. Se confermato, il taglio avrebbe un impatto diretto sui piani produttivi della gamma Galaxy in vista della fine dell’anno. La società di analisi IDC stimava finora una produzione di circa 52 milioni di unità per il quarto trimestre, già in calo di circa il 12% rispetto ai 59 milioni del terzo trimestre: un taglio del 30% porterebbe il numero ben sotto queste previsioni.
La memoria costa fino a tre volte di più
Alla base della scelta ci sarebbe l’aumento record dei prezzi della memoria. Secondo TrendForce, nel secondo trimestre 2026 un chip LPDDR5X da 12 GB ha raggiunto i 145-146 dollari, circa il triplo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il rincaro è spinto soprattutto dalla domanda dei data center e dei server dedicati all’intelligenza artificiale, che stanno assorbendo gran parte della capacità produttiva globale di memoria.
Un paradosso in casa Samsung
La situazione crea una contraddizione interna a Samsung: la divisione semiconduttori beneficia dei prezzi più alti della memoria, mentre la divisione mobile, che deve acquistare quegli stessi componenti per i propri Galaxy, ne subisce il contraccolpo sui margini. Aumentare i prezzi di vendita per compensare i costi rischia di frenare le vendite, mentre mantenerli invariati comprime ulteriormente la profittabilità.
Il quarto trimestre è tradizionalmente un periodo più tranquillo per i nuovi lanci rispetto al primo (debutto dei Galaxy S) e al terzo (Galaxy Z pieghevoli), ma l’entità del possibile taglio resta comunque notevole. Se la crisi della memoria dovesse protrarsi, non solo Samsung ma l’intero settore degli smartphone Android potrebbe dover rivedere al ribasso i piani produttivi e, potenzialmente, i listini dei prossimi modelli.
