HiLight, la funzione del Pixel 11 Pro che sfrutta la luce posteriore del telefono per segnalare le notifiche, sta diventando molto più utile grazie a un’app open source di terze parti. Al lancio, infatti, HiLight era compatibile solo con un numero limitato di notifiche, lasciando gran parte del suo potenziale inespresso.

HiLight Studio: notifiche personalizzate per ogni app

A colmare questo limite ci pensa “HiLight Studio”, un’applicazione open source sviluppata dallo YouTuber Dhananjay Bhosale, che permette di estendere HiLight a qualsiasi app e a qualsiasi tipo di notifica. Originariamente sviluppata con il nome in codice “Pixel Glow”, HiLight era stata paragonata al Glyph di Nothing, ma nella sua versione finale la funzione si è rivelata piuttosto limitata, utilizzabile principalmente per le notifiche legate a Gemini e per le chiamate provenienti dai contatti preferiti.

Con HiLight Studio, questi limiti vengono superati: è possibile assegnare effetti luminosi diversi a ciascuna app, così da riconoscere a colpo d’occhio la provenienza di una notifica senza nemmeno guardare lo schermo. L’app include anche preset che raggruppano più applicazioni contemporaneamente, pensati per chi non vuole configurare ogni singola notifica manualmente.

Tile rapida e integrazione con la modalità Non disturbare

HiLight Studio include anche una tile nelle impostazioni rapide, per attivare o disattivare la funzione senza dover aprire l’app. È inoltre integrata con la modalità “Non disturbare”: quando le notifiche sono limitate, anche HiLight Studio si mette automaticamente in pausa.

  • Effetti luminosi personalizzati per singola app
  • Preset per raggruppare più applicazioni
  • Tile rapida per attivare/disattivare la funzione
  • Spegnimento automatico dopo un breve intervallo per evitare un uso prolungato della luce

Il potenziale (finora inespresso) di HiLight

Il successo di HiLight Studio dimostra come, spesso, siano gli sviluppatori indipendenti a colmare le lacune lasciate dai produttori nelle funzioni più innovative. Non resta che vedere se Google deciderà di ampliare ufficialmente la compatibilità di HiLight, prendendo spunto da quanto realizzato dalla community.