Il nuovo Tensor G6 a bordo dei Google Pixel 11 ha superato nei benchmark il chip A16 Bionic dell’iPhone 15, ma il confronto perde parte del suo smalto se si considera che quel chip Apple risale al 2023. Rispetto a soluzioni più recenti, come l’A18 dell’iPhone 16 o gli Snapdragon di fascia alta, il distacco resta ampio, riportando alla ribalta i dubbi sulla competitività dei processori Tensor di Google.

I numeri del confronto

Secondo i punteggi Geekbench 6, il Tensor G6 del Pixel 11 ha ottenuto 2.575 punti in single-core e 6.027 in multi-core, superando l’A16 Bionic dell’iPhone 15, fermo a 2.255 e 5.977 punti. Un risultato positivo per Google, ma che va contestualizzato: l’iPhone 15 è un modello del 2023, mentre l’A18 montato sull’iPhone 16, uscito l’anno successivo, raggiunge 2.800 punti in single-core e 7.589 in multi-core, superando quindi il nuovo chip Tensor.

Il distacco da iPhone 18 Pro e Snapdragon si allarga

Il confronto diventa ancora più impietoso guardando ai chip di fascia più alta attualmente in commercio. L’A20 Pro dell’iPhone 18 Pro raggiunge 4.608 punti in single-core e 12.266 in multi-core, mentre il Snapdragon 8 Elite Gen 5 del Samsung Galaxy S26 Ultra si ferma a 3.619 punti in single-core e 11.010 in multi-core. In entrambi i casi il Tensor G6 rimane molto indietro, soprattutto nei carichi multi-core, penalizzando scenari come editing video o gaming più intenso.

Critiche dalla community sull’uso di Tensor

Il risultato ha riacceso il dibattito, soprattutto sui forum come Reddit, sulla scelta di Google di continuare a sviluppare internamente i chip Tensor invece di affidarsi a Qualcomm. Alcuni utenti lamentano prestazioni deludenti, mentre altri sottolineano che accetterebbero volentieri una potenza di calcolo più contenuta se in cambio ci fosse un’autonomia realmente superiore, cosa che al momento non sembra verificarsi: c’è chi segnala, ad esempio, che il Pixel 10 Pro XL ha un’autonomia inferiore al modello precedente nonostante una batteria più capiente di 200 mAh.

I benchmark non sono tutto

È bene ricordare che un punteggio Geekbench non racconta l’intera esperienza d’uso di uno smartphone: ottimizzazione software, gestione termica ed efficienza energetica incidono quanto, se non più, della pura potenza di calcolo. I Pixel restano punti di riferimento per fotografia e funzioni software, ma nei carichi di lavoro più intensi, come gaming avanzato o editing video, lo scarto con la concorrenza resta un tema sensibile, soprattutto considerando il posizionamento di prezzo dei modelli di fascia alta della gamma Pixel, che si confrontano direttamente con i top di gamma Apple e Samsung.