Mentre il mercato degli smartphone resta dominato dalla concorrenza tra Apple, Samsung e i produttori cinesi, la serie Xperia di Sony continua a seguire una strada tutta sua, puntando più sulla redditività che sull’espansione dei volumi di vendita. A offrire una lettura interessante di questa scelta è Long Nguyen, noto leaker che gestisce un gruppo Facebook vietnamita dedicato agli Xperia, secondo cui la strategia dietro il telefono andrebbe collegata a quella più ampia adottata da Sony come azienda.

Un’azienda che punta sui settori più profittevoli

Nel suo intervento, Long Nguyen ricorda come Sony abbia in passato abbandonato il settore dei personal computer e ridotto nel tempo le dimensioni del proprio business smartphone. Negli anni, l’azienda ha più volte rivisto il proprio portafoglio di attività, cedendo o ristrutturando alcuni settori per concentrare le risorse su ambiti considerati più strategici, come sensori di immagine, videogiochi, cinema, musica e proprietà intellettuale.

Secondo questa visione, Sony non mantiene i settori in perdita nella loro forma originale, ma ne ridimensiona le attività o ne modifica il modello di business per contenere le perdite e migliorare l’efficienza complessiva del gruppo. Nel suo post, il leaker osserva anche come Samsung stia beneficiando di ottimi profitti grazie alla domanda di memoria per l’IA, mentre il settore Galaxy smartphone sembrerebbe in una fase più complicata, segno che non tutte le divisioni di una grande azienda generano profitti nello stesso modo, anche quando il bilancio complessivo è positivo.

Xperia non va valutato solo sui volumi di vendita

Partendo da questa impostazione, Long Nguyen sostiene che anche Xperia non dovrebbe essere giudicato soltanto in base al numero di unità vendute. Nel mercato degli smartphone la strategia più comune è quella di puntare su grandi volumi per ottenere economie di scala, ma Sony ha scelto un approccio diverso, ridimensionando la propria gamma e puntando su dispositivi con un’identità tecnica e progettuale ben definita.

Il ragionamento proposto si basa su due idee: da un lato, concentrarsi sui settori capaci di generare profitti più consistenti, come sensori, cinema, musica e videogiochi; dall’altro, riconoscere che un business non necessariamente molto profittevole in autonomia può comunque avere un valore strategico per l’intero gruppo. Xperia, in quest’ottica, non andrebbe valutato solo per i risultati economici diretti della divisione smartphone, ma anche come vetrina delle tecnologie fotografiche, video e audio sviluppate da Sony.

Xperia 1 VIII come simbolo di questa filosofia

Nel suo intervento, Long Nguyen cita lo Xperia 1 VIII come esempio più recente di questa filosofia. In un mercato dove la competizione si gioca su fotocamere, prestazioni e prezzo, Sony continua a puntare sulle proprie competenze in ambito video e audio e su un’esperienza d’uso diversa rispetto a quella offerta dalla concorrenza, piuttosto che cercare di competere sui volumi.

Resta comunque il fatto che avere un’identità distintiva non equivale automaticamente a generare profitti sufficienti: per valutare realmente la salute del business Xperia servirebbero dati più precisi su volumi di vendita e redditività, informazioni che al momento non sono disponibili pubblicamente. L’analisi di Long Nguyen offre comunque una chiave di lettura interessante: più che chiedersi se Xperia stia per essere abbandonato guardando solo al calo delle vendite, avrebbe senso capire quale ruolo il brand giochi all’interno della strategia complessiva di Sony.