Quando si sceglie un nuovo smartphone, l’attenzione ricade quasi sempre su capacità della batteria e velocità di ricarica. Ma per chi tiene il telefono a lungo, un fattore altrettanto importante è la velocità con cui la batteria si deteriora. Motorola ha adottato batterie al silicio-carbonio su alcuni modelli di fascia alta del 2026, raggiungendo, secondo i dati ufficiali, una durata superiore a quella di iPhone e della serie Pixel.
I cicli di ricarica dei modelli Motorola 2026
Il database europeo EPREL, dedicato alle etichette energetiche, riporta i cicli di ricarica dichiarati per i principali modelli Motorola 2026: Edge 70 a 1.000 cicli, Edge 70 Fusion tra 1.000 e 1.200, Edge 70 Pro, Razr 70, Razr 70 Plus, Razr 70 Ultra, Razr Fold e Signature tutti a 1.200 cicli. Un ciclo di ricarica corrisponde all’utilizzo completo del 100% della capacità della batteria, e viene comunemente usato come parametro per stimare quando la capacità massima scenderà all’80% di quella originale.
Samsung resta avanti con 2.000 cicli
Per confronto, i modelli di punta Samsung dichiarano in media circa 2.000 cicli di ricarica, un risultato che l’azienda coreana ottiene anche grazie a tecnologie di gestione della ricarica che evitano di portare la batteria fisicamente al 100% pur mostrando questo valore sul display, oltre a una gestione più efficiente della dissipazione del calore. Rispetto ad altri produttori che utilizzano batterie al silicio-carbonio, inoltre, il valore di Motorola non risulta comunque il più alto sul mercato: OnePlus 15R dichiara 1.300 cicli, Nothing Phone 3 arriva a 1.400, mentre HONOR Magic 8 Pro tocca quota 1.600.
- Motorola Edge 70 / Edge 70 Fusion: 1.000-1.200 cicli
- Motorola Edge 70 Pro, Razr 70 e Signature: 1.200 cicli
- Samsung flagship: circa 2.000 cicli
- OnePlus 15R: 1.300 – Nothing Phone 3: 1.400 – HONOR Magic 8 Pro: 1.600
Fino a oggi la competizione tra produttori si è concentrata soprattutto su potenza, fotocamere e display. Con la diffusione delle batterie al silicio-carbonio, però, la longevità della batteria potrebbe diventare un nuovo terreno di confronto, soprattutto per chi tiene lo smartphone per tre o quattro anni prima di cambiarlo.
