Un team di ricercatori della Flinders University, in Australia, ha sviluppato un prototipo di batteria allo zinco-iodio capace di sopportare oltre 60mila cicli di carica e scarica, con tempi di ricarica di appena tre minuti circa. Numeri che, se confermati su scala industriale, potrebbero rivoluzionare l’autonomia e la durata nel tempo delle batterie degli smartphone Android, oggi ancora dominate dalla tecnologia agli ioni di litio.

Numeri lontani anni luce dagli smartphone attuali

Va precisato che il test non è stato condotto su una batteria di grandi dimensioni paragonabile a quelle utilizzate negli smartphone, ma su celle sperimentali di piccola scala. Il confronto con i dispositivi attuali resta comunque impressionante: la batteria del Galaxy Z Fold 8, ad esempio, è progettata per circa 1.200 cicli di carica, un valore cinquanta volte inferiore rispetto ai 60mila cicli raggiunti dal prototipo australiano.

Ipotizzando due ricariche complete al giorno, un simile numero di cicli corrisponderebbe teoricamente a circa 82 anni di utilizzo, anche se nella pratica capacità e degrado dipendono da molti altri fattori che renderebbero impossibile trasferire il dato direttamente su un prodotto reale.

Più sicurezza grazie alla base acquosa

Un altro punto di forza della tecnologia riguarda la sicurezza. Trattandosi di una batteria a base d’acqua, il rischio di incendio o surriscaldamento legato agli elettroliti infiammabili tipici delle batterie al litio risulterebbe significativamente ridotto. Non è un dettaglio da poco per il settore mobile, che in passato ha dovuto affrontare casi eclatanti come quello del Galaxy Note 7.

La prossima sfida dopo le batterie al silicio-carbonio

Il settore degli smartphone sta attualmente attraversando la transizione verso le batterie al silicio-carbonio, che offrono una densità energetica superiore rispetto al litio tradizionale ma presentano ancora margini di miglioramento in termini di cicli di vita e durata a lungo termine. Le batterie allo zinco-iodio potrebbero rappresentare un percorso alternativo per superare proprio questi limiti.

Restano però numerosi ostacoli prima di un possibile utilizzo commerciale: miniaturizzazione, densità energetica, prestazioni in uscita e costi di produzione su larga scala sono tutti aspetti ancora da affrontare. Per questo motivo è improbabile che gli smartphone Android possano adottare questa tecnologia nel breve periodo, ma il traguardo raggiunto dai ricercatori australiani rappresenta comunque un indizio interessante sulle possibili direzioni future dello sviluppo delle batterie mobile.

  • Oltre 60mila cicli di carica e scarica nei test di laboratorio
  • Ricarica completa in circa 3 minuti
  • Tecnologia a base d’acqua, potenzialmente più sicura del litio
  • Ancora in fase di ricerca, lontana dalla produzione su scala smartphone