La tecnologia di audio spaziale utilizzata su alcuni tra gli smartphone più diffusi al mondo, inclusi i Google Pixel e i Samsung Galaxy, finisce al centro di un’indagine formale della Commissione per il Commercio Internazionale degli Stati Uniti (ITC). L’azienda specializzata in acustica BoomCloud 360 ha infatti presentato un esposto contro Apple, Google e Samsung, accusandole di violare tre suoi brevetti relativi proprio all’audio spaziale.

L’esposto di BoomCloud 360 e l’apertura dell’indagine

La vicenda ha preso il via il 14 agosto, quando BoomCloud 360 ha depositato il proprio esposto presso l’ITC, integrato poi con documentazione aggiuntiva il 31 agosto. Sulla base di questi elementi, l’ente statunitense ha annunciato il 16 settembre l’avvio formale di un’indagine sui tre brevetti contestati, che riguardano nello specifico le tecniche di elaborazione del suono utilizzate per separare e bilanciare l’audio proveniente dagli altoparlanti, alla base degli effetti di spazialità sonora oggi diffusi su smartphone di fascia alta.

Cosa rischiano Pixel, Galaxy e iPhone

BoomCloud 360 ha chiesto all’ITC due provvedimenti distinti: un ordine di esclusione limitata, che impedirebbe l’importazione negli Stati Uniti dei dispositivi ritenuti in violazione dei brevetti, e un’ingiunzione che ne bloccherebbe anche la vendita sul territorio americano. Un’eventuale decisione sfavorevole potrebbe quindi, in teoria, avere ripercussioni dirette sulla disponibilità di modelli come Pixel e Galaxy negli Stati Uniti, oltre che sull’iPhone.

Nessuna violazione accertata, per ora

È importante sottolineare che l’apertura di un’indagine da parte dell’ITC non equivale in alcun modo a un accertamento di violazione. Si tratta semplicemente della fase istruttoria in cui l’ente verifica se le accuse mosse da BoomCloud 360 abbiano fondamento. Nel frattempo, tutte e tre le aziende coinvolte hanno già intrapreso iniziative legali proprie: Samsung ha depositato il 3 settembre un’azione di accertamento negativo presso il tribunale federale del distretto meridionale della California, mentre Apple e Google avevano già avviato cause simili nel mese di agosto. Il contenzioso procede quindi su due binari paralleli, quello dell’ITC e quello dei tribunali federali, e per conoscere gli esiti concreti sarà necessario attendere l’evoluzione delle prossime settimane.