Il costo dei componenti per smartphone sta vivendo una fase inedita. La domanda esplosiva legata all’intelligenza artificiale ha fatto impennare i prezzi della memoria, al punto che oggi, per molti modelli non di fascia flagship, la somma di RAM e storage può costare più del SoC ad alte prestazioni che equipaggia il telefono.

310 dollari solo per 12 GB di RAM e 256 GB di storage

Secondo il leaker Digital Chat Station, nel terzo trimestre del 2026 la combinazione di 12 GB di RAM DRAM e 256 GB di storage NAND flash costerebbe circa 2.200 yuan, pari a poco più di 310 dollari. Un anno fa la stessa configurazione si aggirava intorno ai 70 dollari, il che equivale a un aumento di circa il 340% in appena dodici mesi. Si tratta di stime e non di prezzi ufficiali di approvvigionamento dei produttori, ma il dato fotografa comunque un’impennata senza precedenti.

Più cara di un SoC di ultima generazione a 2 nm

Fino a poco tempo fa, il componente più costoso di uno smartphone era considerato il SoC costruito con il processo produttivo più avanzato. Le stesse stime indicano invece che un chip di fascia alta costerebbe oggi circa 2.000 yuan, poco meno di 280 dollari, una cifra inferiore al solo pacchetto di memoria e storage da 12 GB e 256 GB. Nel 2026 sono arrivati sul mercato anche i primi chip prodotti a 2 nanometri da TSMC, ma nemmeno questi salti tecnologici sembrano tenere il passo con la corsa dei prezzi delle memorie.

  • Configurazione 12 GB + 256 GB: da circa 70 a circa 310 dollari in un anno
  • SoC di fascia alta più recente: circa 280 dollari, ora più economico della memoria
  • Le configurazioni da 16 GB o 512 GB rischiano rincari ancora più marcati

Un problema per tutto il settore Android

Per i produttori la scelta si fa complicata: aumentare i prezzi finali per mantenere i margini oppure ridurre i tagli di memoria offerti di serie. Non è un caso che alcuni smartphone recenti abbiano visto crescere il prezzo senza un corrispondente aumento della RAM disponibile. I produttori Android, che devono acquistare i SoC da Qualcomm o MediaTek, si trovano a fronteggiare rincari su entrambi i fronti, chip e memoria; anche chi progetta chip in autonomia, come Apple, non è comunque immune alla carenza di memoria che sta interessando l’intero settore.

Con la diffusione delle funzioni di intelligenza artificiale on-device, che richiedono sempre più RAM per girare in locale, ridurre semplicemente la capacità di memoria non è una strada facilmente percorribile. Resta da vedere quanto durerà questa fase di rincari e quanto finirà per pesare sui listini degli smartphone Android nei prossimi mesi.