Il nuovo modello linguistico di Google, Gemini 4, ottiene risultati di alto livello nei benchmark ufficiali, ma secondo alcune fonti interne il suo rendimento nell’uso quotidiano non convincerebbe tutti i dipendenti dell’azienda. Google ha respinto queste ricostruzioni, definendo imprecisa l’idea che il modello sia carente, ad esempio, nella scrittura di codice.
Benchmark da record, ma uso quotidiano sotto esame
Durante la presentazione di Gemini 4 Argon, Google ha mostrato risultati superiori a quelli dei modelli concorrenti, incluso GPT-6 Astra di OpenAI, in numerosi test di riferimento. Secondo quanto riportato da Bloomberg, però, alcuni dipendenti di Google noterebbero una differenza tra questi punteggi e l’esperienza reale sul lavoro, in particolare su determinati compiti di programmazione, dove il modello avrebbe faticato più del previsto.
Non è un’opinione condivisa in azienda
Non si tratterebbe comunque di un giudizio unanime: secondo le stesse fonti, buona parte del personale continua a considerare Gemini 4 un modello all’avanguardia, mentre una minoranza teme che Google resti indietro rispetto ai modelli di Anthropic e OpenAI su certi fronti. Lo stesso Koray Kavukcuoglu, a capo di Google DeepMind, ha ribadito a fine settembre che Gemini si trova sempre nella fascia più avanzata del settore.
Fino a un milione di token e prezzi aggressivi
Sul piano tecnico, Gemini 4 Argon introduce un contesto fino a un milione di token in output, oltre a miglioramenti nella sicurezza informatica e in diversi altri ambiti applicativi. Il prezzo è fissato in 4 dollari per milione di token in input e 20 dollari per milione in output, con una tariffa di lancio scontata del 50% nei primi mesi di disponibilità.
Un dibattito destinato a continuare
Più che un problema oggettivo delle capacità di Gemini 4, la vicenda racconta soprattutto la difficoltà di tradurre i risultati dei benchmark in un giudizio univoco sull’esperienza d’uso reale: un tema che, con l’intelligenza artificiale sempre più centrale nei prodotti Google e nell’ecosistema Android, continuerà probabilmente a far discutere nei prossimi mesi.
