La corsa agli investimenti nei data center per l’intelligenza artificiale sta mettendo sotto pressione l’intero mercato dei semiconduttori di memoria. Secondo media coreani, le scorte di Samsung e SK hynix sarebbero scese, nel terzo trimestre, sotto la soglia dei dieci giorni: un livello che potrebbe presto ripercuotersi anche sui prezzi di smartphone e PC.

La produzione di HBM sottrae capacità alla memoria tradizionale

Una delle cause principali della crisi è la crescente domanda di memorie HBM, utilizzate nei data center per l’intelligenza artificiale. Poiché la produzione di HBM richiede l’impilamento verticale di più chip DRAM, i produttori come Samsung e SK hynix stanno dirottando sempre più capacità produttiva verso questi componenti ad alto margine, riducendo di fatto la disponibilità di DRAM destinata a smartphone e computer di uso comune.

Scorte sotto i 10 giorni, secondo KB Securities

Secondo un’analisi della società di investimento coreana KB Securities, le scorte di memoria di Samsung e SK hynix sarebbero scese sotto i dieci giorni nel terzo trimestre 2026. L’analista Kim Dong-won ha sottolineato come livelli di scorte così bassi possano generare ulteriore instabilità sul mercato, non solo per l’aumento della domanda ma anche per una vera e propria carenza dell’offerta. A risentirne maggiormente sarebbero le memorie DDR5 e gli SSD destinati alle aziende, anch’essi coinvolti nell’espansione dei data center AI.

Il 2027 potrebbe essere ancora più critico

Le prospettive per il 2027 non sono incoraggianti: l’arrivo della nuova generazione HBM4, che richiederà quantitativi di DRAM ancora superiori rispetto agli standard attuali, rischia di mettere ulteriormente sotto pressione una capacità produttiva già al limite. KB Securities stima che gli investimenti globali in infrastrutture AI potrebbero raggiungere 1.300 miliardi di dollari nel 2026, con un incremento del 60% rispetto all’anno precedente, e che i semiconduttori di memoria peseranno per circa il 57% di questa cifra.

Un effetto a catena su smartphone e schede video

Le conseguenze della carenza non si limitano alla sola memoria: si starebbero già riflettendo anche sul prezzo delle GPU, con NVIDIA che secondo alcune indiscrezioni avrebbe alzato i listini dal 20 al 30%. Se i produttori continueranno a privilegiare la produzione di HBM per il settore AI, è probabile che smartphone, PC, server e schede grafiche risentano nei prossimi mesi di un aumento dei prezzi legato alla scarsità di componenti di memoria.