A poco più di un mese dalla presentazione ufficiale della gamma Pixel 11, fissata per il 12 agosto, le indiscrezioni sui prezzi stanno facendo discutere. Secondo le fonti più recenti, tutti i modelli subirebbero un rincaro di circa 100 euro rispetto alla generazione precedente, un aumento che porta con sé anche alcuni dubbi che vanno oltre il semplice prezzo.

Prezzi fino a 1.999 euro, ma storage minimo a 256GB

Le indiscrezioni indicano un prezzo di partenza di 999 euro per il Pixel 11, 1.199 euro per il Pixel 11 Pro, 1.399 euro per il Pixel 11 Pro XL e 1.999 euro per il Pixel 11 Pro Fold. Ad accompagnare l’aumento ci sarebbe però l’eliminazione del taglio da 128GB, con tutti i modelli che partirebbero da 256GB di storage: un cambiamento atteso da tempo, ma che sposta comunque l’intera gamma verso fasce di prezzo tipiche dei flagship più costosi.

Tensor G6 nel mirino della concorrenza

Il rincaro rischia di essere valutato con più severità anche per un altro motivo: il chip Tensor, pur solido su AI ed elaborazione quotidiana, continua a essere considerato inferiore in prestazioni pure e nel gaming rispetto ai processori Snapdragon montati dai concorrenti. A ciò si aggiunge la storica criticità dei Pixel sul fronte della gestione termica: un problema che il nuovo Tensor G6 dovrebbe migliorare, ma che nel confronto diretto con i Galaxy di pari fascia di prezzo potrebbe pesare.

Meno RAM nonostante il prezzo più alto?

Le indiscrezioni più recenti ipotizzano inoltre 8GB di RAM per il modello standard e 12GB per la gamma Pro, un possibile passo indietro che, unito al contesto di rincaro dei prezzi della memoria a livello globale, rischia comunque di generare la percezione di “pagare di più per avere meno”. Considerando quanto Google punti sulle funzioni AI legate a Gemini, che richiedono risorse di memoria non trascurabili, una eventuale riduzione della RAM potrebbe sollevare più di una perplessità tra gli utenti.

Il rincaro dei prezzi non sorprende di per sé, vista la tendenza generale del mercato legata all’aumento dei costi di semiconduttori e memoria. Resta da vedere se, il 12 agosto, Google saprà giustificare l’aumento con miglioramenti concreti su prestazioni del Tensor G6 e funzioni AI, o se il confronto con la concorrenza si rivelerà impietoso.