Android 17 potrebbe essere ricordato come la release che ha rimesso a posto una delle scelte di interfaccia più odiate dagli utenti, e allo stesso tempo quella in cui Google ha deciso di raddoppiare la posta su un’altra scelta tutt’altro che universale: la separazione netta tra notifiche e Quick Settings, soprattutto sui grandi schermi.

Secondo il tipster Mystic Leaks, che su Telegram ha pubblicato video e screenshot di una build interna di Android 17, Google sta lavorando su una nuova “dual-shade” che divide in modo strutturale la tendina delle notifiche dal pannello dei Quick Settings. Non è una rivoluzione assoluta: chi ha toccato un recente Samsung, Xiaomi o OnePlus conosce già questo paradigma ibrido, ereditato a metà fra il mondo Android e l’approccio stile iOS, con gesture diverse a seconda del lato superiore da cui si trascina verso il basso.

Su Android 17 il comportamento descritto dai leak è molto preciso: un swipe verso il basso dal lato sinistro dell’inner screen apre esclusivamente le notifiche, con un grande orologio in alto e le icone di stato incapsulate in pill al margine, mentre uno swipe dal lato destro evoca un pannello Quick Settings in un foglio separato, con slider di luminosità, un nuovo slider del volume subito sotto e le solite scorciatoie di sistema. Il layout è molto più rifinito rispetto agli esperimenti intravisti nelle stringhe di sistema tra Android 16 e le prime QPR, dove bug grafici e glitch di comportamento rendevano la modalità split più una curiosità da power user che una soluzione pronta per il mainstream.

La parte davvero controversa arriva però quando si parla di foldable e tablet. Secondo la ricostruzione di Android Authority, sui grandi schermi la dual-shade non sarebbe una semplice opzione, ma l’unica strada praticabile: niente toggle per tornare al pannello combinato classico, niente “vecchia tendina” a tutto schermo, se non sulla cover esterna dei pieghevoli. Nelle impostazioni, sotto un nuovo menu “Notifiche e Quick Settings”, comparirebbero due voci – “Separati” e “Combinati (classici)” – ma una nota in fondo specifica che la modalità combinata è limitata solo al display esterno dei foldable, lasciando l’inner screen e i tablet bloccati sulla visione duale.

È la parte in cui l’esperimento estetico diventa una presa di posizione forte sull’esperienza d’uso: su diagonali ampie Google sembra convinta che tenere separati feed di notifiche e griglia di toggle sia intrinsecamente più leggibile e che il compromesso non valga l’inerzia degli utenti abituati a un unico pannello. Per chi vive la pieghevole come un ibrido smartphone‑tablet, questo significa anche cambiare gesto in base al display: sullo schermo esterno si continua a usare l’approccio classico, all’interno bisogna interiorizzare la logica “sinistra notifiche, destra impostazioni”, senza la via di fuga del toggle globale.

A bilanciare questa forzatura arriva però la parte che molti chiedono da anni: la resurrezione dei toggle separati per Wi‑Fi e dati mobili, cancellando di fatto l’esperimento dell’unica “Internet tile” introdotta nelle ultime versioni di Android stock. Già a dicembre uno dei developer di LineageOS aveva individuato nel codice un interruttore per “splittare” il tile Internet in due pulsanti distinti, e il nuovo leak non solo conferma la direzione, ma mostra un layout in cui il tile “Mobile Data” torna a vivere con la classica icona delle tacche cellulari accanto al pulsante Wi‑Fi.

La scelta è meno banale di quanto sembri, soprattutto lato UX su Android puro. Il tile singolo ha sempre richiesto un tap aggiuntivo per passare da Wi‑Fi a rete cellulare, aprendo un overlay più denso, e ha scontentato chi voleva poter spegnere al volo la radio dati senza intaccare la connessione wireless, o viceversa. Ripristinare due toggle diretti rende più chiara la modellazione mentale della connettività: due canali distinti, due pulsanti distinti, con stati immediatamente leggibili anche in un pannello Quick Settings sempre più affollato di shortcut.

Dentro questo doppio movimento – split obbligatorio della shade su alcuni form factor e ritorno alla granularità sui toggle di rete – c’è tutta l’ambivalenza di Google verso la sua interfaccia. Da un lato, l’azienda abbraccia senza molti compromessi il linguaggio che negli ultimi anni ha reso familiari su iOS e sui grandi Android cinesi le gesture duali dall’alto, assumendo che l’utenza si sia ormai “allenata” a ragionare per lati dello schermo e non più per singolo swipe centrale. Dall’altro, fa marcia indietro su una semplificazione forse troppo spinta, riconoscendo che comprimere lo stack di rete in una tile unica ha più tolto controllo che ridotto complessità, almeno per chi usa intensamente hotspot, SIM multiple e combinazioni di reti diverse.

Per la community Android italiana, abituata a saltare fra interfacce stock, skin aggressive e launcher di terze parti, Android 17 si profila come una release interessante proprio perché tenta di allineare l’esperienza Pixel a quella che oggi è già la norma su tanti OEM, ma partendo da un’idea molto precisa di come deve funzionare un grande schermo. La domanda che resta aperta, e che solo le prossime preview potranno chiarire, è quanto margine di personalizzazione Google sarà disposta a concedere: se la dual‑shade resterà davvero non negoziabile su foldable e tablet oppure se, a forza di feedback, vedremo riapparire un interruttore nascosto per riportare tutto a una singola tendina, così come è appena riapparso, quasi in sordina, il caro vecchio toggle “Dati mobili”.

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