Xiaomi ha rivelato di aver sviluppato e quasi lanciato uno smartphone ultrasottile per competere con iPhone Air di Apple, salvo poi abbandonare il progetto all’ultimo momento. La scelta, annunciata dal presidente del gruppo Lv Weibing, mette in luce una filosofia aziendale centrata sull’esperienza d’uso reale piuttosto che sulle specifiche estetiche.

Il progetto era arrivato quasi alla produzione di massa

Stando a quanto dichiarato da Lv Weibing durante una diretta streaming, Xiaomi aveva portato lo sviluppo del suo smartphone ultrasottile in una fase avanzatissima, arrivando quasi alla produzione in serie. Nonostante ciò, il management ha deciso di fermare tutto e non commercializzare il dispositivo.

Il problema centrale era di natura tecnica: ridurre eccessivamente lo spessore di uno smartphone comporta inevitabili compromessi in termini di capacità della batteria, dissipazione termica e possibilità di integrare processori di fascia alta. Il risultato sarebbe stato un prodotto dall’aspetto accattivante ma con prestazioni quotidiane insoddisfacenti.

L’usabilità prima del design

Xiaomi ha scelto di non inseguire la moda della sottigliezza estrema, preferendo mantenere standard elevati in termini di autonomia, raffreddamento e potenza di calcolo. Una scelta che si scontra con la tendenza di mercato avviata da Apple con l’iPhone Air, ma che punta a soddisfare le esigenze pratiche degli utenti nel lungo periodo.

Il futuro è nella linea “Max”

La strategia futura di Xiaomi si orienta invece verso la linea “Max”, pensata non solo come dispositivo a schermo più grande, ma come piattaforma completa con fotocamere potenziate, prestazioni superiori e batterie di grande capacità. Una visione opposta a quella della leggerezza estrema, che punta invece sulla sostanza.

Con questa scelta, Xiaomi si distingue volutamente dalla corsa alla sottigliezza che sembra coinvolgere altri produttori, posizionandosi come brand che mette le prestazioni reali davanti all’estetica.