Uno studio condotto da Proton ha messo in luce una disparità sorprendente nel mondo della pubblicità digitale: lo stesso utente può avere un valore commerciale molto diverso a seconda che utilizzi Android o iPhone.

Fino a 2,7 volte meno: il divario Android-iPhone

Secondo l’analisi di Proton, il sistema pubblicitario di Google valuta gli utenti iPhone circa 2,7 volte di più rispetto agli utenti Android. Un dato che può sembrare paradossale, visto che le persone sono le stesse: cambia solo il dispositivo con cui accedono ai servizi. La distanza si amplia ulteriormente se si considerano gli utenti desktop, il cui valore pubblicitario può essere quasi 5 volte superiore a quello degli utenti Android.

Il ragionamento degli inserzionisti

La motivazione dietro questa disparità è legata alla percezione del potere d’acquisto. Gli utenti iPhone, possedendo dispositivi mediamente più costosi, vengono considerati più propensi alla spesa e quindi più “preziosi” per chi vuole convertire un’impressione pubblicitaria in un acquisto. Android, con la sua vastissima gamma di dispositivi a tutte le fasce di prezzo, non gode dello stesso pregiudizio favorevole.

Il valore pubblicitario può differire di 500 volte

Lo studio evidenzia anche estremi ancora più sorprendenti: in certi casi, il valore annuo di un utente per gli inserzionisti può variare da circa 1.600 dollari fino a oltre 17.000 dollari, con differenze che in condizioni particolari raggiungono anche le 500 volte. Un dato che invita a riflettere su come i dati personali e il comportamento digitale vengano monetizzati, spesso senza che gli utenti ne siano consapevoli.

La ricerca di Proton si inserisce in un più ampio dibattito sulla privacy e sulla trasparenza nell’ecosistema della pubblicità online.