La divisione mobile di Samsung potrebbe registrare per la prima volta nella sua storia una perdita su base annuale. Il principale imputato è l’impennata dei prezzi della memoria DRAM e NAND, che sta pesantemente erodendo i margini di profitto. Una notizia che stona con i dati di vendita positivi della gamma Galaxy S26.
Il caro-memoria mette in crisi i conti
Secondo la società di ricerca Counterpoint, nei flagship oltre gli 800 dollari il costo dei componenti è aumentato tra i 100 e i 150 dollari rispetto al passato. La memoria è la voce che pesa di più: la RAM rappresenta circa il 23% del costo totale dei componenti, mentre lo storage arriva al 18%. Un incremento che, moltiplicato per milioni di unità vendute, si traduce in perdite consistenti per il produttore.
L’allarme interno di TM Roh
TM Roh, a capo delle divisioni DX e MX di Samsung, avrebbe già messo in guardia il management sulla possibilità concreta che il comparto mobile chiuda l’anno in perdita. Un segnale d’allarme che sottolinea quanto la situazione sia seria, nonostante in superficie le cose sembrino andare bene.
Il Galaxy S26 Ultra è il modello più richiesto, mentre l’intera serie S26 ha stabilito record di preordini in Corea del Sud, con una crescita del 25% negli USA e del 20% in Europa rispetto alla generazione precedente. Le vendite non sono il problema.
Un paradosso tra vendite e redditività
Il paradosso è evidente: Samsung vende più smartphone che mai, eppure la divisione mobile rischia di andare in rosso. I costi di produzione crescono più velocemente dei ricavi e Samsung non può semplicemente scaricare tutto l’aumento sul prezzo finale senza perdere competitività sul mercato globale.
La situazione contrasta nettamente con l’andamento del settore semiconduttori dello stesso gruppo, che si avvia verso un primo trimestre record. La pressione sui prezzi della memoria è destinata a influenzare l’intero mercato degli smartphone Android nei prossimi mesi.
