Un cambiamento epocale si avvicina per il mondo degli smartphone. La normativa europea che entrerà in vigore nel febbraio 2027 imporrà ai produttori di progettare dispositivi la cui batteria possa essere sostituita dall’utente finale con semplici strumenti domestici. Una rivoluzione che potrebbe ridisegnare l’intero settore.

Cosa prevede il nuovo regolamento UE

La normativa dell’Unione Europea non chiede un ritorno alle batterie completamente rimovibili degli anni ’90, ma qualcosa di più equilibrato: gli smartphone in vendita dopo il febbraio 2027 dovranno permettere la sostituzione della batteria usando strumenti di base come un cacciavite, senza necessità di assistenza tecnica specializzata.

Non è una misura isolata: già a partire da giugno 2025 era entrata in vigore la prima fase della normativa, che obbligava i produttori a garantire aggiornamenti software e fornitura di pezzi di ricambio per almeno 10 anni dalla commercializzazione del dispositivo.

Standard di durata per le batterie

La normativa fissa anche requisiti minimi per la longevità delle batterie: dopo almeno 800 cicli di ricarica, la cella dovrà conservare almeno l’80% della capacità originale. I produttori saranno inoltre tenuti a rendere disponibili manuali di riparazione e a non ostacolarne l’accesso da parte di officine indipendenti.

Impatto globale, non solo europeo

Sebbene si tratti di una normativa europea, le ricadute potrebbero essere globali. Produrre versioni diverse dello stesso smartphone per mercati distinti non è conveniente per i produttori, quindi è probabile che le specifiche pensate per l’UE vengano adottate anche nei modelli destinati ad altri mercati, inclusa l’Italia e il resto del mondo. Uno smartphone più riparabile e durevole potrebbe diventare lo standard universale entro il 2027.