Un pezzo di storia di Android è improvvisamente riemerso nel posto più improbabile: eBay. Parliamo di un Google Pixel del 2016, ma non di un esemplare qualsiasi. Questo è un prototipo di sviluppo, marchiato chiaramente con l’avvertenza “Not for Sale” sul retro, che sta facendo impazzire i collezionisti e gli appassionati di tecnologia. Con un’asta che si conclude in pochi giorni e una cifra di partenza aggiratasi intorno ai $105, è una corsa contro il tempo per chi vuole impossessarsi di questa rarità.

Il dispositivo in vendita non è il telefono che è finito negli scaffali dei negozi. I prototipi come questo sono le cavie di laboratorio, gli strumenti usati dagli ingegneri e dai tester per affinare hardware e software prima del lancio commerciale. Portano i segni di quella fase segreta: spesso corrono build software sperimentali, hanno configurazioni hardware diverse (a volte con più RAM o storage per il debugging) e sono privi dei loghi e delle finiture di produzione. La scritta “Not for Sale” incisa sulla schiena non è un suggerimento, è un comando diretto di Google, pensato per tenere questi dispositivi all’interno del circolo dello sviluppo. Il fatto che uno di essi sia “evaso” e finito sul mercato secondario è di per sé una storia affascinante.

Questo specifico Pixel prototipo rappresenta un momento cruciale. Il 2016 è l’anno del grande salto di Google: dopo la serie Nexus, prodotta in partnership con aziende come LG e Huawei, Google ha preso in mano completamente le redini del design, del marketing e della visione del prodotto. Il primo Pixel, con la sua fotocamera rivoluzionaria e l’assistente Google integrato in profondità, ha posto le basi per l’attuale famiglia di smartphone. Avere un prototipo di quell’anno è come possedere una prima bozza, piena di annotazioni, di un libro che ha cambiato un genere.

Il valore di un oggetto del genere trascende di gran lunga la sua funzionalità. Un Pixel del 2016 normale, oggi, ha un valore puramente simbolico o da collezione minore. Ma un prototipo “Not for Sale” è una capsula del tempo. È un pezzo da museo per la storia di Android, un cimelio per i fan della marca, e uno strumento di ricerca prezioso per gli sviluppatori che vogliono capire l’evoluzione della piattaforma. Le sue specifiche tecniche potrebbero nascondere dettagli inediti, e il suo software potrebbe contenere funzioni mai viste, abortite prima di arrivare al pubblico.

La comparsa su eBay solleva anche questioni intriganti su come questi dispositivi “sigillati” escano dai circuiti controllati. È il risultato di una svista nella catena di smaltimento dei prototipi? Oppure proviene da una collezione privata di un ex ingegnere o tester? La piattaforma di aste online, con la sua natura globale e semi-anonima, è diventata il bazaar digitale ideale per questo tipo di reliquie, dove il prezzo finale è determinato più dalla storia e dalla rarità che dalle mere prestazioni.

Mentre l’asta procede verso la sua conclusione, questo Pixel fantasma ci ricorda che dietro ogni prodotto tecnologico di successo che teniamo in tasca, c’è un esercito di dispositivi nascosti, segnati da codici e avvertenze. Sono i testimoni silenziosi del processo creativo, e quando uno di loro emerge dall’ombra, porta con sé un’aura di mistero che fa brillare gli occhi a qualsiasi appassionato di tecnologia. Resta da vedere chi si aggiudicherà questo frammento di storia, e quali segreti, se mai saranno svelati, questo particolare Pixel prototipo custodisca ancora.

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