Samsung starebbe valutando un cambio di strategia importante per la gamma Galaxy S27: secondo le ultime indiscrezioni, il chip proprietario Exynos 2700 potrebbe essere adottato in circa la metà dei dispositivi prodotti, riducendo la dipendenza da Qualcomm e abbattendo i costi di produzione.
Il problema: il Galaxy S25 era tutto Snapdragon
Con il Galaxy S25, Samsung aveva fatto una scelta netta: Snapdragon 8 Elite per tutti i modelli, senza eccezioni geografiche. Risultato? Prestazioni eccellenti e piena soddisfazione degli utenti, ma anche un aumento significativo dei costi per l’acquisto dei chip Qualcomm. Con i nuovi nodi produttivi sempre più costosi, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente.
Il piano per il Galaxy S27: Exynos al 50%
Per correre ai ripari, Samsung starebbe pianificando di adottare il proprio Exynos 2700 su circa il 50% della produzione del Galaxy S27. Si tratterebbe di un ritorno significativo alla strategia “doppio chip” che ha caratterizzato per anni i Galaxy S, con modelli Snapdragon per alcuni mercati (tipicamente USA e Cina) ed Exynos per Europa e altri.
Questa mossa permetterebbe a Samsung di ridurre la dipendenza da un unico fornitore e di abbattere i costi, reinvestendo il risparmio in altri settori o semplicemente migliorando i margini.
Il nodo Exynos: prestazioni all’altezza?
Il punto critico rimane la competitività dell’Exynos 2700. In passato, i chip Samsung hanno spesso sofferto di inefficienze energetiche rispetto alle controparti Qualcomm, con conseguenze negative sulla durata della batteria e sulla gestione della temperatura. Se l’Exynos 2700 non dovesse colmare questo divario, gli utenti europei potrebbero ritrovarsi con un’esperienza d’uso inferiore rispetto a chi ha acquistato la versione con Snapdragon.
Samsung è consapevole di questa criticità: la scelta di puntare nuovamente su Exynos sarà vincente solo se il chip riuscirà a reggere il confronto nella vita reale, non solo nei benchmark. L’annuncio del Galaxy S27 è atteso per l’inizio del 2027.
