Il supporto Qi2 su Android è stato finora più un fantasma che una realtà. Dopo il primo, timido tentativo con HMD Skyline, solo Google ha avuto il coraggio di integrarlo davvero nella serie Pixel 10. Ma mentre aspettiamo Samsung e gli altri big, a sorpresa, a dare un colpetto sulla spalla è un outsider: il Clicks Communicator, presentato al CES 2026.

Non è il solito smartphone. Il Communicator è una dichiarazione di intenti, un esperimento che mescola Android a una shell fisica da BlackBerry, una tastiera hardware e una filosofia d’uso tutta focalizzata sulla comunicazione. In mezzo a queste specifiche di nicchia, però, brilla un dettaglio inaspettato: il supporto a Qi2, lo standard di ricarica wireless magnetica che promette di uniformare finalmente l’esperienza “a magnete” finora dominio esclusivo dell’iPhone con MagSafe.

La cosa sorprende, perché il Communicator ha cover posteriori intercambiabili. Un elemento che solitamente complica, se non impedisce, l’integrazione di magneti per l’allineamento perfetto richiesto da Qi2. E invece Clicks conferma: ci siamo riusciti. Sarà il sesto dispositivo Android a vantare questa feature, dopo i quattro Pixel 10 e il pionieristico Skyline.

Ma il punto non è il Communicator in sé, che per sua stessa ammissione sarà un prodotto di nicchia. Il punto è il segnale. Se un device così particolare, con una sfida ingegneristica aggiuntiva, include Qi2, allora la strada per gli altri è spianata.

Gli occhi ora sono puntati tutti su Samsung. Le voci su Galaxy S26 e Qi2 si rincorrono da mesi, e ogni leak successivo, come quello recente sulla batteria magnetica, sembra confermare la direzione. È quasi una certezza: il 2026 sarà l’anno in cui Samsung abbraccerà lo standard. E dove va Samsung, spesso, il mercato Android segue.

Il vero interrogativo si sposta quindi sugli altri attori. Motorola, con la sua storia di innovazione nel design, sembra un candidato naturale. OnePlus e Oppo, che già hanno sperimentato con accessori magnetici, potrebbero finalmente fare il passo definitivo. E il mercato budget? Qui la sfera di cristallo si offusca. Qi2 porta con sé costi aggiuntivi, ma anche un’esperienza utente superiore che sta diventando rapidamente un nuovo standard percepito.

Il 2026 si prospetta dunque come l’anno della maturità per Qi2 su Android. Non più una feature esclusiva di Google o di esperimenti di nicchia, ma un elemento che potrebbe iniziare a comparire su dispositivi di diverse fasce e filosofie. La ricarica wireless magnetica, finalmente, smetterà di essere una conversazione da “mondo Apple” per entrare nel linguaggio comune degli utenti Android. La domanda ora è: chi, oltre a Samsung e al prevedibile Pixel 11, avrà il coraggio di non farsi trovare impreparato?

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