Nel panorama dell’emulazione su Android, rivivere i classici della prima PlayStation significa immergersi in un mondo dove la nostalgia incontra la potenza di processori moderni, e gli emulatori come DuckStation o FPse trasformano smartphone e tablet in macchine da gioco portatili capaci di superare i limiti hardware originali del 1994. Questa guida esplora il setup pratico di questi strumenti, partendo dai requisiti base fino ai settaggi avanzati per ottimizzare grafica e performance, tenendo conto di come il 2026 abbia portato aggiornamenti che rendono l’esperienza fluida anche su dispositivi medi.

DuckStation si impone come scelta primaria per chi cerca accuratezza e potenza, scaricabile dal Play Store o dal sito ufficiale in APK per le versioni nightly più fresche, e richiede un BIOS PS1 legittimo estratto dalla propria console, tipicamente file come scph1001.bin da posizionare in una cartella dedicata come PS1 nella memoria interna. Al primo avvio, l’app guida attraverso l’importazione del BIOS selezionando “importa BIOS” e puntando alla cartella, poi chiede di impostare la directory giochi con un semplice “usa questa cartella”, caricando automaticamente ISO, CHD o BIN/CUE se formattati correttamente. Per i settaggi iniziali, si attiva il renderer Vulkan o OpenGL ES, si abilita PGXP per correggere la geometria poligonale, widescreen hack per sfruttare schermi moderni e upscaling fino a 4x o 8x, mentre nelle impostazioni controller si mappa il touch overlay o si collega un pad Bluetooth, con opzioni per turbo mode e rewind che rendono sessioni come quelle di Metal Gear Solid infinite volte più comode dell’originale.

FPse offre un’alternativa più orientata alla fluidità e alla personalizzazione, specialmente per utenti che vogliono spingere la resa visiva senza troppi compromessi su hardware non top, e si installa dal Play Store con un processo che inizia dalla scansione automatica delle ROM nella memoria, costruendo una libreria con cover art e supporto immediato per salvataggi rapidi. Il setup prevede l’import del BIOS tramite menu dedicato, poi configurazione del gamepad impostando player 1 su analogico e mappando pulsanti per emulare fedelmente il DualShock, inclusa la GunCon per light gun games dove i bordi dello schermo fungono da trigger. Nelle opzioni avanzate, OpenGL permette filtri texture e force feedback, mentre il force rendering hardware garantisce frame rate stabili anche su titoli esigenti, con la possibilità di tweak per-game che salvano automaticamente profili per ogni titolo, trasformando l’emulatore in uno strumento scalabile dal principiante al power user.

ePSXe rimane un’opzione consolidata per chi apprezza la semplicità e l’ottimizzazione su dispositivi datati, con un flusso di setup che parte dal run BIOS per verificare il file scph1001.bin, seguito dalla mappatura joystick hardware per controller esterni come Gamesir. L’interfaccia permette di attivare rendering accurato con scanline filter per un look autentico, evitando glitch comuni in emulatori meno maturi, e supporta plugin per variare tra modalità software e hardware a seconda del carico del gioco. Su Android 2026, gli aggiornamenti mantengono compatibilità con ARM recenti, ma richiede attenzione ai formati ROM per evitare cali prestazionali, rendendolo ideale per sessioni veloci senza troppi menu annidati.

Per chi preferisce versatilità, ClassicBoy Gold ed EmuBox integrano la PS1 in un ecosistema multi-console, con setup che inizia dalla selezione della cartella ROM condivisa e configurazione overlay touch per tutti i sistemi, offrendo save state multipli e supporto gamepad universale. Questi emulatori sacrificano un po’ di profondità nei settaggi PS1 specifici, ma eccellono nella portabilità quotidiana, caricando giochi con un tap e permettendo rewind o fast forward senza interruzioni, perfetti per chi salta tra epoche diverse del gaming retrò.

Qualunque sia la scelta, il fulcro resta la legalità: emulatori e BIOS dalla propria console sono strumenti legittimi, mentre ROM vanno estratte dai propri dischi per evitare grane, e su Android 2026 con Vulkan e Tensor chip la PS1 gira come mai prima, invitando la community a condividere tweak personali nei forum per spingere i limiti di questi classici su hardware tascabile.


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