Google ha lanciato in anteprima il Connected Apps Platform, una nuova piattaforma che permette di integrare servizi esterni direttamente dentro Gemini e Google Search. L’obiettivo è chiaro: permettere agli utenti di completare azioni concrete, come ordinare la spesa o avviare un allenamento, senza dover aprire ogni volta un’app diversa.
Cosa cambia per chi usa Gemini e la Ricerca Google
Grazie alla nuova piattaforma, servizi legati a fitness, viaggi e shopping possono essere collegati direttamente a Gemini e alla Ricerca Google. In pratica, basta chiedere all’assistente AI di eseguire un’azione, come controllare il proprio punteggio di credito o avviare una sessione di allenamento, per completarla senza passare manualmente da un’app all’altra.
Google ha confermato che oltre 50 app sono già compatibili con l’integrazione. Su Gemini sono già disponibili servizi come Adobe, Experian, Localiza e Peloton, con Calm in arrivo a breve. Il supporto lato Google Search, invece, verrà attivato progressivamente nelle prossime una o due settimane.
Alla base ci sono MCP e le API Android
Dal punto di vista tecnico, gli sviluppatori possono collegare i propri servizi utilizzando un server basato sul protocollo MCP (Model Context Protocol) in cloud, oppure le API AppFunctions di Android. Per gestire l’integrazione, Google ha messo a disposizione una nuova console dedicata, chiamata Google Connected Console, che consente di testare le funzioni collegate, monitorare il tasso di errori e controllare in tempo reale l’utilizzo da parte degli utenti.
Attraverso questa console, gli sviluppatori possono anche scegliere se rendere disponibile la propria integrazione solo su Gemini oppure estenderla anche alla Ricerca Google. L’adozione di uno standard come MCP, secondo Google, dovrebbe permettere agli sviluppatori di collegare i servizi già esistenti senza doverli riprogettare da zero.
Un rollout graduale nei prossimi mesi
Per il momento, l’accesso alla piattaforma è riservato agli sviluppatori che si iscrivono tramite il portale dedicato di Google, dove è possibile consultare la documentazione e iniziare a costruire le proprie integrazioni. Google ha precisato che la disponibilità per sviluppatori, paesi e tipologie di prodotto si estenderà in modo progressivo nei prossimi mesi.
Si tratta di un passo ulteriore nella direzione di un’intelligenza artificiale che non si limita a rispondere alle domande, ma agisce concretamente su servizi esterni. Se l’adozione da parte degli sviluppatori sarà ampia, gli utenti Android potrebbero ridurre sensibilmente il numero di app da aprire manualmente per completare le attività quotidiane, anche se al momento restano ancora limitazioni sui servizi e sui paesi coperti.
