Un nuovo report pubblicato dal team di threat intelligence Lat61 di Point Wild, dedicato al terzo trimestre del 2026, rivela dati preoccupanti sullo stato della sicurezza mobile su Android: oltre la metà dei malware individuati sulla piattaforma, pari al 56,4%, appartiene alla categoria dei trojan bancari, software malevoli pensati per sottrarre credenziali di accesso a conti e servizi di pagamento.

I trojan bancari restano la minaccia principale

Secondo l’analisi condotta dal team Lat61, i trojan bancari non si limitano più a sottrarre semplicemente le credenziali di accesso ai servizi finanziari. Sempre più varianti integrano infatti funzionalità di controllo remoto del dispositivo infetto, permettendo agli aggressori di agire direttamente sullo smartphone della vittima come se lo stessero utilizzando di persona, aumentando così il rischio di frodi e bonifici non autorizzati.

L’intelligenza artificiale generativa entra nell’arsenale dei criminali

Un aspetto particolarmente allarmante riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa da parte degli autori di malware. Il report cita in particolare RatHat, un malware capace di impiegare l’IA per analizzare il dispositivo infetto e ricostruire lo schema di sblocco dello schermo, e RemControl, la cui fase di sviluppo avrebbe beneficiato in modo diretto dell’uso di strumenti di intelligenza artificiale.

Secondo gli analisti, l’adozione di queste tecnologie da parte dei cybercriminali rende possibile automatizzare procedure complesse e bypassare con maggiore efficacia le misure di sicurezza integrate nei sistemi operativi mobili, aumentando la pericolosità e la scalabilità degli attacchi.

Sideloading e Wireless Debugging tra i vettori d’attacco principali

Tra le tecniche più diffuse per infettare i dispositivi rimane il sideloading, cioè l’installazione di file APK provenienti da fonti diverse dagli store ufficiali. Il malware RemControl, ad esempio, induce le vittime a disattivare Google Play Protect per completare l’installazione. Il report segnala inoltre un crescente abuso della funzione di Wireless Debugging, utilizzata dagli aggressori per ottenere permessi di accesso più profondi al dispositivo compromesso.

  • Il 56,4% dei malware Android rilevati nel Q3 2026 sono trojan bancari
  • Diffuse le varianti capaci di controllo remoto completo del dispositivo infetto
  • Malware come RatHat e RemControl sfruttano l’IA generativa per aggirare le protezioni
  • Sideloading di APK e abuso del Wireless Debugging tra i principali vettori di infezione

Il quadro che emerge dal report conferma quindi quanto sia importante installare applicazioni solo dal Google Play Store, mantenere attivo Google Play Protect e prestare la massima attenzione a qualsiasi richiesta di attivazione del debug wireless o di permessi particolarmente invasivi, soprattutto quando proviene da app di provenienza incerta.