Secondo un nuovo rumor, il prossimo chip di punta Qualcomm, indicato per ora come “Snapdragon 8 Gen 7” e atteso nel 2027, punterebbe a una frequenza di clock fino a 5,3-5,4 GHz. Il dato interessante, però, è che l’incremento di prestazioni su Geekbench 6 potrebbe fermarsi a meno del 10% rispetto all’attuale generazione.
Una fonte da prendere con le pinze
L’indiscrezione arriva dall’utente Weibo “Undisappeared spirits” e riguarda un chip che Qualcomm starebbe già sviluppando, nonostante gli Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 e Snapdragon 8 Elite Gen 6 siano stati annunciati da poco. La fonte originale valuta l’attendibilità di queste informazioni al 35%, etichettandole come “discutibili”: una cautela che vale la pena tenere bene a mente prima di trarre conclusioni.
Nome in codice “Honu” e clock record
Il nuovo SoC, sviluppato con il nome in codice “Honu”, potrebbe rappresentare la variante di punta del futuro Snapdragon 8 Gen 7. La caratteristica più citata riguarda proprio la frequenza di clock, che punterebbe a un massimo di 5,3-5,4 GHz, un valore che, se confermato, rappresenterebbe un ulteriore salto rispetto ai 5 GHz già raggiunti dallo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6, primo chip mobile a superare quella soglia. Il rumor sottolinea però che il guadagno prestazionale su Geekbench 6 non supererebbe il 10%, segno che l’architettura della CPU potrebbe non aver fatto passi avanti significativi rispetto all’aumento di frequenza.
Consumi stabili, ma solo in single-core
Sempre secondo la fonte, il consumo energetico misurato durante i test single-core resterebbe in linea con quello dell’attuale Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6, il che suggerirebbe una crescita delle prestazioni ottenuta senza un peggioramento dell’efficienza in quello specifico scenario. Non ci sono invece informazioni sui consumi in ambito multi-core, un aspetto cruciale per capire il reale impatto sull’autonomia degli smartphone che lo monteranno.
Ancora processo produttivo a 2 nm
Sul fronte produttivo, il chip continuerebbe a essere realizzato con il processo N2P a 2 nm di TSMC, lo stesso già utilizzato per gli Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 ed Elite Gen 6 di quest’anno. Il mantenimento dello stesso nodo produttivo potrebbe favorire Qualcomm in termini di costi e rese produttive, mentre il progressivo passaggio di TSMC al nodo successivo da 1,4 nm potrebbe, in prospettiva, ampliare la capacità produttiva dedicata ai 2 nm e ridurne i costi.
Al momento non c’è alcuna certezza sul fatto che il presunto Snapdragon 8 Gen 7 raggiungerà davvero i 5,3-5,4 GHz né su quanto le prestazioni reali cresceranno rispetto all’attuale generazione. Trattandosi di un’indiscrezione con scarsi riscontri, per avere un quadro più chiaro sarà necessario attendere ulteriori leak o le prime informazioni ufficiali da parte di Qualcomm.
