Samsung è stata citata in giudizio negli Stati Uniti per presunta violazione di brevetti legati a tecnologie utilizzate su smartphone Galaxy, smartwatch e auricolari wireless. La causa, promossa dalla società titolare dei brevetti IOENGINE LLC, riguarda cinque brevetti statunitensi e coinvolge un ampio ventaglio di prodotti dell’ecosistema Galaxy.

Cinque brevetti nel mirino

IOENGINE ha depositato la causa il 22 settembre presso il tribunale distrettuale federale del Texas orientale, citando Samsung Electronics e la sua filiale statunitense. L’azienda sostiene che Samsung abbia utilizzato senza autorizzazione cinque suoi brevetti (US 7.861.006, US 9.059.969, US 10.397.374, US 10.447.819 e US 10.992.786), tutti appartenenti alla stessa famiglia tecnologica e relativi al modo in cui dispositivi portatili di piccole dimensioni si collegano e sfruttano le risorse di comunicazione di un dispositivo host come uno smartphone o un PC.

Coinvolti Galaxy S23 Ultra, Galaxy Watch Ultra e Galaxy Buds2 Pro

Nella denuncia vengono citati esplicitamente diversi prodotti Samsung, tra cui Galaxy S23 Ultra, Galaxy Watch Ultra, Galaxy Buds2 Pro e il Portable SSD T7. Il documento fa riferimento anche a servizi e software collegati, come l’app Galaxy Wearable e l’integrazione con Android Auto, segno che la causa non riguarda un singolo modello ma potenzialmente l’intero ecosistema di prodotti e servizi costruito da Samsung attorno al marchio Galaxy.

Richiesti risarcimento danni e ingiunzione

IOENGINE chiede un risarcimento basato quantomeno su una royalty ragionevole per l’uso non autorizzato dei brevetti, con la possibilità di ulteriori danni qualora l’utilizzo continuasse anche dopo una eventuale sentenza. L’azienda chiede inoltre al tribunale un’ingiunzione che imponga a Samsung di interrompere l’uso delle tecnologie contestate. La scelta del tribunale del Texas orientale sarebbe legata al trasferimento della sede statunitense di Samsung a Plano, in Texas.

Samsung non ha ancora rilasciato un commento ufficiale sulla vicenda. Va sottolineato che, al momento, si tratta soltanto delle accuse mosse da IOENGINE, e nessun tribunale ha ancora stabilito che Samsung abbia effettivamente violato i brevetti in questione. Resta quindi da vedere come l’azienda coreana intenderà rispondere e quale impatto la causa potrà avere sui prodotti Galaxy coinvolti.