Qualcomm ha presentato la nuova generazione di chip di punta Snapdragon 8 Elite Gen 6 ed Extreme Gen 6, entrambi realizzati con processo produttivo a 2nm di TSMC e basati sulla nuova generazione di CPU Oryon e GPU Adreno. Il modello Extreme si distingue soprattutto per una frequenza di clock della CPU che arriva fino a 5,0GHz, ma quanto incide realmente questo salto sulle prestazioni reali? A rispondere ci ha pensato Android Authority, che ha testato un dispositivo di riferimento fornito da Qualcomm.
CPU single-core: +10% grazie ai 5GHz
Lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 raggiunge sul core principale una frequenza massima di 5,0GHz, contro i 4,6GHz della precedente generazione Snapdragon 8 Elite Gen 5. Nei test con Geekbench 6, questo salto di frequenza si traduce in un incremento di circa il 10% nelle prestazioni single-core rispetto al dispositivo di riferimento della generazione precedente, un risultato che riflette quasi esclusivamente l’aumento del clock piuttosto che un salto architetturale.
Multi-core quasi invariato, nonostante il clock più alto
Anche i core efficienti salgono fino a 4,0GHz, contro i 3,62GHz della generazione precedente, ma il beneficio non si traduce in un guadagno significativo sulle prestazioni multi-core: nei test che sfruttano tutti gli otto core, il miglioramento registrato è stato di appena l’1,5%, un valore che rientra sostanzialmente nel margine di errore dei benchmark. Qualcomm ha anche ridisegnato la Flex Cache, un intervento che potrebbe favorire i carichi di lavoro basati su modelli di intelligenza artificiale eseguiti direttamente sulla CPU, un ambito che Geekbench 6 non riesce però a misurare in modo specifico.
GPU Adreno: +19% in rasterizzazione, +26% nel ray tracing
Il vero salto generazionale arriva sul fronte grafico. Con 3DMark Wild Life Extreme, la GPU Adreno registra un incremento del 19% nelle prestazioni di rasterizzazione standard rispetto alla generazione precedente, mentre il test di ray tracing 3DMark Solar Bay mostra un miglioramento ancora più marcato, pari al 26%. Va precisato che in Solar Bay il ray tracing incide solo per circa il 30% della scena complessiva, quindi il risultato nei giochi reali potrebbe variare.
Adreno Neural Fusion: il vero potenziale resta da scoprire
Un dato interessante riguarda l’Adreno Neural Fusion, la tecnologia che sfrutta i core Matrix della GPU per funzioni come l’upscaling basato su intelligenza artificiale e la generazione di fotogrammi, disponibile solo sul modello Extreme e non ancora utilizzata nei benchmark condotti finora. Nei giochi compatibili, questa tecnologia potrebbe garantire framerate più elevati mantenendo la qualità grafica, oppure la stessa prestazione con un consumo energetico ridotto, ma il suo reale impatto dipenderà dal supporto dei singoli titoli.
Meglio attendere i dispositivi reali prima di trarre conclusioni
Nel complesso, i 5GHz dello Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 fanno sicuramente colpo, ma non si traducono in un balzo prestazionale rivoluzionario sul fronte CPU, anche perché si tratta di una frequenza di picco che il chip non è detto riesca a mantenere a lungo, complici raffreddamento, consumi e le scelte di ottimizzazione dei singoli produttori. Il vero avanzamento di questa generazione sembra quindi arrivare dalla GPU, sia in rasterizzazione sia in ray tracing, con un ulteriore margine di miglioramento legato all’adozione di Adreno Neural Fusion nei giochi futuri. Va comunque ricordato che questi risultati si basano su un dispositivo di riferimento Qualcomm: le prestazioni reali sugli smartphone commerciali potranno variare in base a raffreddamento, gestione dei consumi e ottimizzazioni software, aspetti che sarà possibile valutare solo con l’arrivo dei primi modelli sul mercato.
