Un nuovo test comparativo mette a confronto l’efficienza energetica del Tensor G6, il chip che equipaggia i nuovi Google Pixel 11, con quella del Tensor G5 della generazione precedente. Nonostante il passaggio a un processo produttivo a 3 nanometri più maturo, i risultati mostrano che Google non è riuscita a colmare il divario con i concorrenti Qualcomm e Apple, e che i miglioramenti rispetto al chip precedente restano piuttosto contenuti.
CPU quasi invariata rispetto al Tensor G5
I dati arrivano dal noto recensore hardware cinese Geekerwan, che ha misurato il rapporto tra prestazioni e consumi di CPU e GPU confrontando Tensor G6 e Tensor G5 con i principali rivali del settore, tra cui la famiglia Snapdragon e i chip Apple serie A. Sul fronte CPU, il Tensor G6 si comporta in modo molto simile al suo predecessore, restando allineato a soluzioni come lo Snapdragon 8 Gen 2 e il Kirin 9030 Pro di Huawei nei carichi di lavoro medio-bassi.
Ai livelli di prestazioni più elevati il divario si allarga: nel benchmark Geekbench 6, il Tensor G6 raggiunge circa 8.000 punti con un consumo stimato di 11 W, mentre lo Snapdragon 8 Elite supera i 10.100 punti consumando circa 15 W. Anche i chip Apple A17 Pro e A19 Pro otterrebbero prestazioni superiori a parità, o addirittura a fronte di consumi inferiori.
Anche la GPU resta indietro rispetto a Snapdragon 8 Elite
Il quadro non cambia guardando alla parte grafica. Nel test 3DMark Steel Nomad Light, il Tensor G6 si ferma intorno ai 1.200 punti con un consumo di circa 6 W, contro i oltre 2.500 punti dello Snapdragon 8 Elite a fronte di circa 9,5 W. Secondo la valutazione di Geekerwan, l’efficienza della CPU del Tensor G6 risulterebbe più vicina a quella di uno Snapdragon 8 Gen 3, mentre quella della GPU si avvicinerebbe addirittura a uno Snapdragon 8 Gen 2, ovvero chip di generazioni precedenti rispetto ai top di gamma attuali.
Il processo a 3 nm non basta a colmare il divario
Il Tensor G5 utilizzava il nodo N3E di TSMC, mentre il Tensor G6 passa alla versione migliorata N3P. Nonostante questo salto tecnologico, il chip di Google mostra un’efficienza energetica vicina a quella del Kirin 9030 Pro, prodotto con un processo produttivo meno avanzato, un dettaglio che ha attirato l’attenzione degli osservatori.
Va comunque ricordato che la valutazione di un chip mobile non si esaurisce nei soli benchmark sintetici: la serie Tensor è pensata soprattutto per l’elaborazione AI e per l’integrazione stretta con le funzioni fotografiche esclusive dei Pixel. Ma con la diffusione crescente delle funzioni basate sull’intelligenza artificiale, efficienza e potenza di calcolo diventano sempre più centrali, e questi risultati suggeriscono che su Pixel 11 il vero valore aggiunto continuerà ad arrivare più dall’integrazione software di Google che dalla pura forza bruta del silicio.
