Il consueto appuntamento con i test di resistenza estrema targati JerryRigEverything ha coinvolto anche il nuovo pieghevole di Google, il Pixel 11 Pro Fold. Il verdetto è a due facce: il dispositivo cede ancora durante la prova di piegatura, ripetendo un punto debole già visto nelle generazioni precedenti, ma questa volta senza il grave incidente della batteria che aveva caratterizzato il test dello scorso anno sul Pixel 10 Pro Fold.

La prova di piegatura si conferma il tallone d’Achille

Come da tradizione, la prova più severa arriva nella parte finale del test, quando il dispositivo viene sottoposto a una forte pressione di piegatura in senso contrario alla sua normale apertura. Anche il Pixel 11 Pro Fold non ha retto, cedendo in corrispondenza della zona dell’antenna, lo stesso punto debole già osservato nelle precedenti generazioni di Pixel Fold.

Il cedimento è stato tale da permettere lo smontaggio del dispositivo a mani nude, senza l’ausilio di attrezzi: il pannello frontale si è staccato con la piegatura, mentre anche quello posteriore è risultato relativamente semplice da rimuovere.

Niente più batterie in fiamme

La buona notizia riguarda proprio la batteria: a differenza di quanto accaduto lo scorso anno con il Pixel 10 Pro Fold, che durante un test analogo aveva preso fuoco in modo del tutto inatteso, il Pixel 11 Pro Fold non ha mostrato alcun principio di incendio nonostante il danneggiamento strutturale, un segnale che Google potrebbe aver rivisto la protezione interna della cella.

Schermo esterno più resistente ai graffi

Tra le note positive spicca anche il comportamento del display esterno, protetto da un materiale ceramico che si è dimostrato decisamente più resistente ai graffi rispetto agli smartphone tradizionali. Nei test con punte di durezza fino al livello 6 della scala Mohs, lo schermo ha mostrato segni minimi, mentre solo al livello 7 sono comparsi graffi più profondi, un risultato comunque superiore rispetto alla media del settore.

Scocca posteriore più fragile del previsto

Meno convincente il comportamento del pannello posteriore, realizzato in un composito a base di fibra e vetro: nel test con la lama, il materiale si è graffiato con relativa facilità, mostrando un comportamento più simile a una plastica robusta che a un vetro tradizionale, probabilmente una scelta legata alla necessità di contenere il peso del dispositivo.

  • Cedimento strutturale confermato durante la piegatura inversa
  • Nessun principio di incendio della batteria, a differenza del Pixel 10 Pro Fold
  • Display esterno ceramico, resistente fino a graffi di durezza Mohs 6
  • Scocca posteriore facilmente graffiabile, simile a plastica robusta

Nel complesso, il Pixel 11 Pro Fold mostra progressi importanti sul fronte della sicurezza rispetto al predecessore, pur confermando che la robustezza strutturale resta ancora la sfida più difficile da risolvere per Google nella categoria dei pieghevoli.