OPPO ha aperto le iscrizioni alla beta chiusa di ColorOS 17, la nuova versione della sua interfaccia Android, sia in Cina che nei mercati internazionali. La notizia più rilevante non riguarda però solo OPPO: il programma beta conferma infatti che anche alcuni smartphone OnePlus e Realme migreranno su ColorOS, segnando un passo concreto verso l’unificazione delle tre interfacce del gruppo BBK sotto un’unica piattaforma software.
I modelli coinvolti nella beta globale
Per il mercato internazionale, la beta chiusa di ColorOS 17 è al momento aperta ai seguenti dispositivi:
- OnePlus 15
- OnePlus 15R
- OPPO Find X9 Pro
- OPPO Reno15 Pro
- OPPO Reno15 Pro Mini
- Realme GT 8 Pro
Chi possiede uno di questi modelli può iscriversi dal menu Impostazioni, alla voce «Sistema e aggiornamenti» > «Aggiornamento software», selezionando poi «Beta Program» > «Closed Beta» > «Apply» dal menu a tre puntini sotto l’icona della batteria. Dopo l’accesso con un account Google e il completamento di un breve questionario, la richiesta viene inoltrata. Trattandosi di una beta chiusa, non tutti gli iscritti riceveranno automaticamente l’accesso al programma.
In Cina la lista dei dispositivi è più ampia
Sul mercato cinese il programma beta coinvolge molti più modelli, tra cui Find X9 Ultra, Find X9s Pro, Find X9, Find N6 e Pad 5 Pro per OPPO, OnePlus 15, OnePlus 15T e OnePlus Tablet 3 Pro per OnePlus, oltre a Realme GT 8 Pro e alla sua variante speciale Aston Martin F1 Limited Edition. La differenza tra le due liste riflette semplicemente i tempi di lancio dei modelli nei rispettivi mercati: OnePlus 15T, ad esempio, non è ancora disponibile a livello globale.
OxygenOS e Realme UI verso il pensionamento
Il punto centrale della notizia è che OxygenOS e Realme UI, finora sviluppate separatamente da OnePlus e Realme, confluiranno progressivamente in una piattaforma basata su ColorOS. Per OnePlus il cambiamento arriva in un momento particolare: il marchio ha già annunciato l’uscita dai mercati europeo e statunitense una volta esaurite le scorte attuali, pur mantenendo il supporto software sui dispositivi già venduti. Per gli utenti, questo significa che i futuri aggiornamenti Android importanti non arriveranno più sotto forma di OxygenOS, ma tramite la transizione verso ColorOS, un cambiamento che segna la fine di un’identità software costruita da OnePlus in oltre dieci anni di storia.
