Google sta progettando un chip AI di nuova generazione in collaborazione con MediaTek. Il progetto, che rientra nella roadmap del TPU di nona generazione (TPUv9), prende il nome in codice di “Triggerfish” ed è pensato specificamente per l’era dell’Agentic AI: sistemi in grado di pianificare, ragionare e agire in autonomia.
Un chip che unisce apprendimento e inferenza
La novità principale di Triggerfish è l’integrazione in un unico package di due funzioni finora separate: l’addestramento dei modelli AI e l’inferenza in tempo reale. Negli attuali data center queste attività vengono svolte su hardware differente; con i sistemi agentici — che devono rispondere rapidamente adattandosi al contesto — questo approccio diventa inefficiente. La soluzione di Google mira a eliminare questo passaggio, accelerando la risposta dei sistemi AI.
Il ruolo di MediaTek e la tecnologia Intel EMIB
MediaTek progetterà un tile CPU dedicato integrato nello stesso package, con il compito di bilanciare i carichi di lavoro. Sono previsti anche una cache SRAM enormemente ampliata (2–3 volte quella attuale) e memorie HBM4E ad altissima velocità. Un chip derivato denominato “Humufish” sfrutterà invece la tecnologia di packaging EMIB di Intel, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da TSMC e diversificare la catena di fornitura.
Quando arriverà?
La produzione in serie di Triggerfish è attesa per la seconda metà del 2027, con un lancio commerciale non prima del 2028. Un progetto di lungo respiro che potrebbe ridisegnare l’infrastruttura AI di Google — e indirettamente influenzare Gemini e tutti i servizi Android basati su intelligenza artificiale.
