Mentre i produttori di smartphone continuano ad aggiungere funzioni AI sempre più avanzate, emerge un ostacolo crescente: la velocità con cui la memoria riesce a fornire dati al processore. Una nuova tecnologia chiamata LLW (Low Latency Wide DRAM) potrebbe essere la risposta per la prossima generazione di AI phone.
Il collo di bottiglia che frena l’AI on-device
I chip mobile moderni sono già abbastanza potenti da eseguire modelli linguistici direttamente sul dispositivo. Il problema è che la memoria LPDDR attuale non riesce a fornire dati abbastanza velocemente. È come avere un motore potentissimo con un serbatoio che non eroga carburante a sufficienza. La stessa sfida che nei data center ha portato all’adozione dell’HBM (High Bandwidth Memory) per le GPU professionali.
Cosa promette l’LLW
Secondo le indiscrezioni circolanti nel settore, LLW potrebbe offrire una banda passante da 10 a 15 volte superiore all’attuale LPDDR5X, con consumo energetico ridotto del 50% e prestazioni generali migliorate. La tecnologia si ispira all’HBM, adattandola alle esigenze termiche e dimensionali degli smartphone.
Quando arriverà
L’adozione commerciale non è imminente: le stime più ottimistiche parlano della seconda metà del 2027. Tra i potenziali first adopter circolano i nomi di Xiaomi e Huawei, ma nessuna delle due ha ancora fatto annunci ufficiali. Nel frattempo, i limiti dell’attuale LPDDR resteranno un vincolo reale per l’AI on-device ancora per qualche anno.
