Google ha annunciato ufficialmente Continue On, una delle novità più attese di Android 17: una funzione che consente di trasferire istantaneamente ciò che si sta facendo su uno smartphone verso un tablet Android, e viceversa. La caratteristica è stata presentata durante Google I/O 2026, nella sessione dedicata alle novità di Android.

Come funziona Continue On

Il funzionamento è semplice quanto efficace: avviata un’attività su un dispositivo Android — che sia la lettura di un documento su Google Docs, la navigazione in Chrome o la consultazione di una email in Gmail — l’app corrispondente appare automaticamente nel dock del secondo dispositivo collegato allo stesso account Google. Un tocco è sufficiente per riprendere esattamente da dove si era rimasti, con lo stesso file aperto alla stessa pagina.

Google ha mostrato esempi concreti durante la presentazione: un documento aperto sullo smartphone che si trasferisce sul tablet, oppure un’email visualizzata su Chrome del secondo dispositivo. Non si tratta di una semplice condivisione dell’app, ma del trasferimento del contesto completo, ovvero quale schermata era visibile al momento del passaggio.

Il confronto con Apple Handoff

Il paragone con Apple Handoff, la funzione analoga dell’ecosistema Apple introdotta nel 2014, è inevitabile. Handoff permette da anni di passare da iPhone a iPad o Mac mantenendo il lavoro in corso su Safari, Note, Mail e molte altre app. Google arriva ora a proporre qualcosa di simile a livello di sistema operativo, superando i limiti delle soluzioni proprietarie dei singoli produttori che finora si occupavano di questo tipo di integrazione in modo frammentato.

Disponibilità prevista con Android 17 RC1

Secondo Google, Continue On sarà disponibile a partire dalla Release Candidate 1 di Android 17. Al momento il supporto iniziale riguarderà smartphone e tablet Android; in futuro non si esclude l’estensione ad altri dispositivi dell’ecosistema, come i Chromebook. Con la crescita del mercato dei tablet Android e dei dispositivi pieghevoli, una funzione del genere potrebbe rivelarsi un vero punto di svolta per l’ecosistema Google.